Coltiva canapa in casa Blitz dei carabinieri arrestato un giovane
I militari hanno sequestrato otto piante alte più di un metro In camera una piccola serra in pvc con tanto di lampada
CARRARA . I carabinieri del nucleo operativo di Carrara e della stazione di Fossola hanno effettuato una perquisizione nell'abitazione di un ragazzo apuano di 24 anni, incensurato, per la ricerca di sostanze stupefacenti. Un’indagine nata pochi giorni fa. L’attività ha consentito di rivenire e sequestrare otto piante di canapa indiana, dell'altezza di un metro circa, coltivate in una piccola serra in pvc, completa di lampada, che si trovava all'interno della camera da letto del giovane, settantasei grammi di sostanza stupefacente tipo hashish, materiale vario per la coltivazione delle piante, il confezionamento e la pesatura della droga e duecentoventi euro, ritenuti il provento dell'illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Il ragazzo è stato quindi dichiarato in stato d'arresto e sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione in attesa della convalida che si è svolta presso il tribunale di Massa. Il giudice, al termine dell’udienza, ha disposto nei confronti dell’arrestato l'obbligo di firma presso il comando stazione di Carrara, in attesa della celebrazione del processo previsto per la fine del mese in corso.
Aumentano le persone che coltivano droga in casa. Qualche mese fa le forze dell’ordine avevano arrestato una donna che aveva trasformato il salottino in una sorta di laboratorio dove coltivava e produceva sostanze stupefacenti. Una serra dove le piantine di marijuana raggiungevano l’altezza di un metro e i fiorellini della canapa (dalla resina si ricava l’hashish) crescevano forti e rigogliosi. La casalinga era convinta che mai avrebbero scoperto il suo business, dato che per le forze dell’ordine era una perfetta sconosciuta. Un po’ come il ragazzo preso l’altro giorno. Invece i carabinieri avevano fatto una perquisizione in casa sua e aprendo la porta della stanza laboratorio erano rimasti a bocca aperta, perché sembrava davvero una piccola fabbrica: perfetta e soprattutto funzionale. C’era l’impianto di areazione, l’illuminazione a led per non seccare le foglie e soprattutto l’impianto di irrigazione che permetteva alla casalinga di controllare a distanza, mentre lei si occupava dei lavori domestici, la distribuzione dell’acqua alla canapa e alla marijuana.
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