Il presidio
Carrara, la coop scultori realizza anche la maglietta di Pablito
Dopo il piede destro e l’esultanza, Rossi ha chiesto ai ragazzi della cooperativa una riproduzione in marmo della “numero 20” e della Coppa del Mondo
CARRARA. Dopo il piede destro e il bassorilievo che lo ritrae mentre esulta dopo un gol in Nazionale, adesso Paolo Rossi vuole anche la sua maglia numero 20 e la Coppa del Mondo. “W la Cooperativa scultori di Carrara” sono infatti le sue parole più che entusiaste, per Diego Zampolini, uno dei ragazzi che ha creato a Carrara, insieme agli amici e colleghi di lavoro di una vita, Raffaele Bruzzi, Riccardo Barsottini e Andrea Franceschi, la prima cooperativa di artigiani-scultori dopo il licenziamento improvviso e inaspettato da uno dei laboratori storici carraresi, quasi due anni fa, dove i ragazzi lavoravano da anni.
A quanto pare, dunque, l’opera in marmo del piede destro di Paolo Rossi e il suo bassorilievo sempre in marmo mentre esulta in un’immagine storica che ci rimanda all’estate di ormai a più di 30 anni fa, nel 1982, sono piaciute talmente tanto al campione dei Mondiali spagnoli, da chiedere loro ancora due opere: la scultura della mitica maglia azzurra numero 20 dell’ex attaccante e la Coppa del mondo vinta nell’82 su calco di una copia messa a disposizione da Rossi.
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Dopo il calco del piede destro quindi, il calco della Coppa del mondo alzata al cielo dalla Nazionale nel 1982. «E’ buffo: la mia prima partita l’ho giocata proprio con la maglia numero 20 della Nazionale nell’estate del 1982, con il Bonascola alla Fossa dei Leoni-ricorda Diego- all’epoca i ragazzini non indossavano le divise della squadra. Fu un regalo di mio padre per il mio compleanno che cadeva il 2 luglio. L’11 luglio Paolo Rossi e gli altri, avrebbero vinto i Mondiali. Conservo ancora con affetto quel ricordo che voglio farmi autografare e adesso la sto scolpendo nel marmo per lui». Se i ragazzi riusciranno a finire le due opere in tempo, potranno partecipare, come già il piede e il bassorilievo, alla mostra della prossima settimana dei cimeli sportivi del calciatore che si terrà a Milano e che sta facendo il giro d’Italia.
«E’ rimasto molto contento di come lavoriamo e ci ha chiesto di fare altre opere per ricordare le sue imprese calcistiche –ha rivelato Diego che ha proseguito sorridente -è nata per caso una collaborazione che sta promettendo bene».
Come avevamo scritto nei giorni scorsi, la scultura del piede destro e il bassorilievo dell’esultanza dopo un gol mundial, hanno debuttato nella mostra itinerante che ha preso avvio da Forte dei Marmi. La scultura del piede è stata realizzata partendo dal modello in gesso che l’ex calciatore si è fatto fare nei loro laboratorio.
Come avevamo fatto notare, la storia di Paolo Rossi e quella della Cooperativa si somiglia: è una storia di riscatto e di rinascita. La nazionale del 1982 inizialmente era poco amata dal pubblico, e Paolo Rossi aveva appena scontato una squalifica di due anni per una vicenda, quella del calcio scommesse, per la quale si era sempre detto estraneo alle accuse. I Mondiali di Spagna furono il trionfo dell’Italia e di Pablito Rossi. E ora Rossi sta contribuendo al lancio di questi ragazzi della Cooperativa, che sono ripartiti dopo essere stati lasciati a casa dagli storici studi Nicoli. Diego e gli altri non si sono arresi, e grazie alla collaborazione e all’apprezzamento di molti, ecco che riescono a mettersi in luce e realizzare opere di grande visibilità mediatica. —
FRANCESCA VATTERONI.
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