Il Tirreno

il caso del fratricidio 

La sentenza per Casonato arriverà a novembre

Libero Red Dolce
La sentenza per Casonato arriverà a novembre

Ultime due udienze per ascoltare il perito di parte e un consulente del giudice Nei prossimi mesi sarà fatta una perizia pisichiatrica sul professore di psicologia

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MASSA. «Una sindrome da molestie persecutorie». Questa è la tesi dell’avvocato Riccardo Balatri, quella da cui sarebbe afflitto Marco Casonato e che lo avrebbe spinto a uccidere il fratello Piero. Una sorta di reazione eccessiva, smisurata - secondo il difensore - a una serie di atteggiamenti persecutori messi in atto per lungo tempo dal fratello nei suoi confronti.

Ed è anche su questa ipotesi che si muoverà il lavoro del nuovo perito nominato dal giudice Ermanno De Mattia. Avrà chiaramente il compito di redigere una nuova perizia psichiatrica, a partire già da lunedì prossimo. Bisognerà sentire Casonato in carcere e rispondere anche alla sollecitazione fatta presente da Balatri e accolta dal giudice.

Nel dubbio, che sostiene Balatri, che Marco Casonato abbia reagito con vigore fuori misura a una situazione di pericolo avvertito. Una sorta di lenta e perdurante tortura psicologica che il fratello avrebbe messo in azione. Spaventandolo, portandolo al limite.

La prossima udienza è fissata al 6 settembre. Questo perché ieri non è potuto essere presente all’udienza il perito Vangi. Che Balatri ha chiesto di potere contro interrogare per fare emergere una serie di questioni che a suo avviso sono rimaste in penombra. E che invece andrebbero ad alleggerire considerevolmente la posizione del suo assistito.

Il lavoro di quest’ultimo infatti è considerato lacunoso dalla difesa. Troppo pochi gli elementi considerati, soltanto alcune foto dell’auto nello specifico, per stabilire che la manovra di Casonato fosse fatta per investire e uccidere il fratello. Troppe le cose non considerate, ha argomentato Balatri: traiettoria, segni sull’asfalto e altri particolari.

Nella scorsa udienza il giudice De Mattia ha deciso di acquisire una mail. Un testo, che risale alla mattina dell’omicidio, inviato da Marco Casonato a un assessore della scorsa amministrazione massese. Nel documento il professore lamentava l’illegittimità di una serie di lavori che il fratello, custode del bene, aveva effettuato. Lavori che a quanto pare Marco Casonato si riprometteva di documentare con del materiale fotografico. Quello che secondo la tesi difensiva sarebbe andato a recuperare qualche ora più tardi nella villa, col finale che si sa. Ieri in tribunale c’erano anche gli avvocati delle parti civili, la compagna e la figlia da poco riconosciuta di Piero. il tribunale di Firenze infatti ha riconosciuto la legittimità della figlia di Piero, alla quale Marco aveva scritto, sperando che fosse lei a ottenere l’eredità.

Dopo l’udienza di settembre con Vangi ci sarà quella del 7 novembre con l’esito della perizia psichiatrica. Il giudice ha già spiegato che la sentenza non arriverà quel giorno, ma che sarà programmata un’udienza da lì a breve per farlo. Tra quattro mesi dunque arriverà il verdetto sul fratricidio. —

Libero Red Dolce.

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