Il Tirreno

il nodo della postazione della partaccia

Massa, la Misericordia attacca: al 118 meglio un medico

Un'ambulanza (foto archivio)
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Un'ambulanza (foto archivio)

«Si chiede un ripensamento alla demedicalizzazione, molti casi hanno bisogno di competenza medica». Marchetti (Fi): no ai tranelli

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MASSA. Anche la Misericordia interviene sul caso della postazione del 118 della Partaccia “demedicalizzata” proprio nel periodo estivo a forte presenza di turisti. Scrive il commissario Bruno Ciuffi: «Non vogliamo stare qui a disquisire: sicuramente gli infermieri sono molto ben preparati ma il medico ha una sua funzione specifica. Come Associazione di volontariati che da anni opera nel servizio 118 con ambulanze e volontari titolati tramite apposito corso sappiamo bene quanto difficile sia il nostro comprensorio dove per 365 giorni all’anno h24 operiamo a stretto gomito con i sanitari e vediamo quanto, spessissimo, casi hanno bisogno di diagnosi e terapia immediate sul posto, di competenza medica». E aggiunge: «Giova ricordare che la demedicalizzazione del territorio è partita sia pure lentamente da un anno a questa parte, sono stati tagliati due medici sul territorio prima, poi un altro ancora nei periodi estivi, passando nel periodo di luglio-agosto, da sei mezzi medicalizzati a tre. Ci preoccupa anche il fatto che così facendo sicuramente si aumentano gli accessi al Pronto soccorso con un conseguente allungamento dei tempi di attesa già lunghi. Si chiede un ripensamento sulla demedicalizzazione del territorio ricordando che importanti progetti realizzati a livello locale e regionale come la rete Stemi e Stroke e solo con personale medico è possibile garantirli al meglio».

Sul caso interviene di nuovo anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti: «Non cadiamo nei tranelli del ‘divide et impera’ funzionale solo a chi taglia», scrive. «Sull’emergenza urgenza territoriale e gli assetti del 118 i litigi tra professionisti sono utili solo a spostare l’attenzione dal problema, che è quello dei tagli al servizio. Non cadiamo nei tranelli di un divide et impera funzionale solo a creare una cortina fumogena in cui trova riparo chi sta usando le forbici. Meglio lavorare tutti insieme contro il depotenziamento che oggi colpisce una categoria professionale, domani magari un’altra e, comunque, sempre i cittadini bisognosi di soccorso».

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