Il Tirreno

appello e mozione 

Carrara si candida capitale mondiale del restauro di alta qualità

A sostenere la battaglia per riconoscere la professionalità di questa figura sono Emma Castè e Giacomo Bugliani

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E se Carrara diventasse capitale del restauro del marmo? Ne è convinta la conosciuta restauratrice carrarese doc Emma Castè, che vanta sul curriculum vitae decine e decine di edifici e opere sparsi per la Toscana e per il Belpaese, a cui nel corso della carriera ha ridato colore e vita. Un edificio per tutti, basterà citare il restauro del 2007 di Palazzo Giuli Rosselmini " Palazzo Blu" a Pisa. Ed è proprio da lei, che sta partendo, anzi è già partita una campagna di promozione allo scopo di dare il giusto valore e riconoscimento legale a questa professione. Proprio la Castè famosa per aver "restaurato" la kermesse Torano Notte e Giorno che sotto la sua direzione artistica ha ripreso vigore. La questione circa la professione del restauratore comunque dovrebbe arrivare presto sul tavolo delle Conferenze delle Regioni grazie a una mozione presentata in giunta, dal consigliere regionale Giacomo Bugliani che ha dato così voce alle difficoltà di questa categoria di professionisti: « Per poter ottenere l’appalto dalla Sovrintendenza per il restauro di beni culturali tutelati, è necessario per legge avvalersi di un restauratore -spiega Emma Castè - ma purtroppo per prassi e nella maggioranza dei casi, questo obbligo si traduce per le imprese edili che si aggiudicano l’appalto, in una semplice firma iniziale da parte del professionista che si mette a disposizione, ma di cui poi l’impresa non si avvale concretamente. Anche se va precisato che questo non vale per tutti, io per esempio collaboro proficuamente da anni con la società edile massese di Emil Turba». Addirittura, lamenta Castè, è successo spesso a Carrara che degli scultori, magari anche in buona fede, si siano occupati della pulitura di monumenti in marmo senza averne le competenze. «Questa professione potrebbe nascere proprio a Carrara, se fossimo bravi a cogliere l’occasione per creare così un indotto di persone che arriverebbero in città per studiare il restauro» sottolinea la Castè. --

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