Il Tirreno

il nuovo contratto del lapideo 

Trivelli: «Da noi grande aiuto» Aziende critiche col sindacato

L.B.;I.R.
Trivelli: «Da noi grande aiuto» Aziende critiche col sindacato

La soddisfazione dell’assessore: «Positivo lo sforzo fatto da entrambe le parti» Roberto Graziani: «Tutelate le imprese floride e anche quelle meno floride»

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CARRARA. Soddisfazione. Da parte degli imprenditori del marmo e del Comune per la firma, ora ufficiale, del nuovo integrativo del lapideo.

Presenza continua ai tavoli delle trattative e il lavoro di mediazione. Sono queste, per l'assessore Alessandro Trivelli, le parole chiave che rispecchiano il ruolo avuto da parte di Palazzo Civico nei giorni di sciopero per il contratto integrativo dei lavoratori del lapideo. «Siamo stati coinvolti fin da subito, fin dal primo giorno siamo andati al presidio della pesa per trovare una soluzione nella vertenza. Dopo la prima riunione volevano entrambi la presenza delle istituzioni. Noi eravamo preoccupati per l'aspetto sociale, per le tensioni; e per la comunità, si tratta pur sempre di una perdita economica per tutti quanti», spiega dunque Trivelli. «Abbiamo fatto un bel lavoro di raccordo, cominciato venerdì – prosegue – parlando con imprenditori e sindacati. Lì abbiamo sentito, volevamo capire certe dinamiche. Abbiamo partecipato sempre a tutti i tavoli ed è una cosa che è stata riconosciuta da entrambi i fronti». «Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo mediato, calmato gli animi, un apporto fondamentale fatto anche di numerose telefonate per provare a ricucire gli strappi». «Siamo stati – conclude – sempre presenti, non è poca roba. Ci sono dinamiche che rientrano nelle vertenze; ma questa volta forse è stato più pesante. Abbiamo apprezzato lo sforzo di tutte e due le parti e l'accordo penso sia equo».

Gli imprenditori del marmo si dicono soddisfatti del contratto appena siglato. la firma di ieri pomeriggio ha apposto la parola "fine" a cinque giorni di sciopero. «Sono contento che siamo riusciti a chiudere il contratto – dichiara Francesco Santucci del Santucci group – e anche che i lavoratori riescano ad avere qualcosa in più: sono la classe che ne ha più bisogno».

E precisa: «Abbiamo dibattuto così a lungo non perché noi volessimo far continuare lo sciopero, ma perché il rinnovo del contratto è avvenuto in un momento avverso. Purtroppo i mercati non sono più quelli di 3 anni fa. Le vendite calate del 30% rispetto all’anno scorso e al 2015, l'anno in cui venne siglato l'ultimo contratto integrativo. Volevamo evitare di concedere qualcosa in più oggi per poi toglierlo domani. Comunque, alla fine i lavoratori ne sono usciti bene. Noi scontiamo il compromesso di dover vendere ai prezzi che impone il mercato».

Uno dei motivi di maggiore soddisfazione è però la pace ritrovata: «Gli stati di rivolta li paghiamo tutti. Sono felice in primis per i lavoratori, poi per la città, in ultimo per noi che abbiamo comunque ottenuto un buon vantaggio. È stata una vittoria per tutti. L’importante è non venire a bussare ogni 4 anni perché altrimenti diventa difficile gestire le imprese».

Il braccio di ferro coi sindacati è stato "stancante", per Roberto Graziani della Graziani Marmi: «Raggiunto un duplice obiettivo: ottenere un costo finale non eccessivo per le aziende e quello di riuscire a accordare il massimo aumento netto a un dipendente, il 35% in più rispetto all'ultimo contratto. Dovevo tutelare tutte le aziende, sia quelle floride che quelle meno floride. Per evitare che un giorno non si parli di incrementi salariali, ma di licenziamenti. Le parti sindacali non ci hanno aiutato, ma col buonsenso e l’aiuto delle istituzioni abbiamo raggiunto l'obiettivo». —

L.B.;I.R..

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