Il presidio
«I 35 dovrà riassumerli il nuovo operatore» Così diceva Dello Iacono
CARRARA. «Senza la banchina Taliercio dobbiamo diminuire i nostri traffici. Una riorganizzazione, come già avevamo annunciato si rende necessaria: con grande dolore abbiamo avviato la procedura di...
CARRARA. «Senza la banchina Taliercio dobbiamo diminuire i nostri traffici. Una riorganizzazione, come già avevamo annunciato si rende necessaria: con grande dolore abbiamo avviato la procedura di licenziamento collettivo per 35 dipendenti della Porto di Carrara spa».
Erano queste le parole con cui l'amministratore delegato della Porto Spa Paolo Dello Iacono annunciava a Il Tirreno (alla fine dell'aprile scorso, dopo la scadenza della concessione della Porto Spa datata 30 aprile) l'inizio della procedura di licenziamento di 35 dipendenti dopo l'arrivo della Perioli. «Purtroppo, come abbiamo già detto nelle settimane scorse – continuava infatti l'ad – se non abbiamo più banchine, o meglio se possiamo lavorare solo in una, non ci saranno più i traffici che garantivamo in passato. Dobbiamo operare una riorganizzazione, anche in termini occupazionali e quindi quello che avevamo annunciato, lo ripeto con grande dolore, è diventato una realtà».
«Se avessimo mantenuto – precisava inoltre – l’operatività sulla banchina Taliercio noi, come Porto, quei lavoratori li avremmo tenuti tutti. Purtroppo in queste condizioni non è davvero possibile». Questa dunque la giustificazione per spiegare la conclusione di quel rapporto lavoratorivo, con così tanti operai, e l’impossibilità di trovare una diversa conclusione all’interno del perimetro aziendale. La palla, anzi, passa al nuovo gestore.
Poi concludeva l'ad della Porto Spa Paolo Dello Iacono: «Lo ripeto, la procedura dei licenziamenti è stata avviata nelle scorse ore e non era possibile fare altrimenti adesso staremo a vedere cosa succede. Quei lavoratori dovranno essere riassunti dal nuovo gruppo, almeno questi erano gli accordi». —
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