Il presidio
«Sul Malaspina scelte troppo poco trasparenti»
La minoranza: «Per la perizia serviti tre anni, per il progetto solo tre mesi» E chiede chiarezza sui progetti e tempi di ricollocazione degli studenti
PONtremoli. Il gruppo di minoranza “Open Pontremoli” va all’attacco dell’amministrazione sul progetto demolizione e ricostruzione del complesso scolastico Malaspina in via Roma.
Ricordiamo brevemente la vicenda che iniziò, nel marzo scorso, quando gli edifici scolastici di via Roma, che ospitano i bambini dell’asilo e gli alunni del Liceo Linguistico e dell’istituto Magistrale, secondo le verifiche tecniche effettuate dalla Regione non erano a norma antisismica, con la struttura che era valutata “inadeguata a resistere alle azioni sismiche di progetto per lo stato limite di salvaguardia della vita (Slv). La struttura non risulta in grado di sostenere l’azione sismica di progetto». Ma secondo il parere tecnico l’edificio non presentava comunque «evidenti vizi o difetti costruttivi, lesioni, dissesti o cedimenti, che pregiudichino lo stato del fabbricato». Dunque senza fattori esterni, non c’è rischio per la tenuta della struttura.
La sindaca, Lucia Baracchini, aveva rassicurato dicendo che l’amministrazione si sarebbe presto attivata per far sì che l’edificio rispondesse al più presto ai parametri antisismici richiesti dalla legge. A questo proposito si era individuato un bando regionale e si era iscritto l’intervento nel piano triennale delle opere pubbliche.
Ora la Giunta, il 22 giugno, ha approvato il progetto esecutivo per la demolizione e la ricostruzione del complesso scolastico Malaspina di Pontremoli. Il tutto, secondo “Open Pontremoli”, in maniera piuttosto opaca e nebulosa, senza alcuni confronto in consiglio e con la cittadinanza «quando sono stati evidenziati gli aspetti critici della tenuta sismica dell’edificio, avevamo chiesto direttamente in Consiglio che ci fosse una chiara ed esaustiva informazione su tutti i passaggi e le decisioni relative al futuro della scuola. Invece – sostengono i rappresentanti dell’opposizione - nel totale silenzio e nella completa disinformazione di cittadini, studenti, corpo docenti, genitori, l’Amministrazione ha valutato più conveniente demolire e ricostruire l’edificio, anziché effettuare un adeguamento sismico».
Non solo, sostengono, «l’accesso ai finanziamenti regionali è possibile dietro la presentazione di progetti a qualsiasi titolo di definizione, quindi sarebbe stato attuabile anche con una semplice relazione di fattibilità tecnica ed economica; invece, l’amministrazione ha approvato un progetto esecutivo, ovverosia il progetto definitivo e completo, che prevede un costo totale di 11.250.000 euro. Tra l’altro, il progetto esecutivo è stato redatto dallo stesso ingegnere che ha firmato anche la relazione tecnica sulla tenuta sismica. Mentre per la consegna dei risultati della perizia sono stati necessari tre anni, per la presentazione del progetto esecutivo sono bastati tre mesi».
Secondo “open Pontremoli” l’amministrazione avrebbe effettuato queste scelte «in modo perlomeno poco trasparente, senza una analisi costi/benefici che evidenziasse il vantaggio della demolizione sull'adeguamento; di sicuro aumentano i costi, i tempi e le difficoltà gestionali». Altro punto che dai banchi dell’opposizione vogliono chiarire è l’aspetto della durata dei lavori che «impone di chiedere quali soluzioni siano state studiate per la ricollocazione dei bambini della scuola dell’infanzia e del soprastante liceo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
