Il Tirreno

Le reazioni 

Lucchetti: un nuovo tavolo? Sì, ma senza intimidazioni

A.V.

Il presidente della Confindustria apuana è netto: lo sciopero è un diritto ma è deplorevole chi ha strumentalizzato tutta questa vicenda

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CARRARA. Hanno discusso a lungo. Anche loro, gli imprenditori del marmo ormai da giorni, come delegati, stanno affrontando la spinosa questine del rinnovo del contratto integrativo.

E dopo la riunione di ieri, nel primo pomeriggio, nella sede di Assindustria, hanno ribadito, di fatto, la loro posizione. Quella peraltro già emersa durante la lunga trattativa di lunedì.

«Lo sciopero è un diritto dei lavoratori - dichiara il presidente vicario di Confindustria Massa Carrara Erich Lucchetti - Ma hanno avuto un atteggiamento strumentalizzato a non firmare il contratto. Un atteggiamento deplorevole da chi ha strumentalizzato tutto questo».

È laconico il commento di Lucchetti. E sulla possibilità di una apertura, tradotta nella convocazione di un nuovo tavolo di confronto afferma: «Ci risiederemo a un tavolo solo se non ci saranno atteggiamenti intimidatori nei nostri confronti».

Per quel che poi riguarda le proposte economiche relative al nuovo integrativo Lucchetti ci tiene a fare una precisazione.

«Come delegati non abbiamo alcun mandato ad accettare le cifre avanzate dal sindacato - spiega - Noi rimaniamo alla nostra proposta, quella spiegata nel corso delle lunghe ore di trattativa».

Insomma per il momento la schiarita, che nella giornata di lunedì sembrava vicinissima, sembra decisamente allontanarsi. E per il settore si profila uno sciopero a oltranza, una cosa mai successa negli ultimi anni.

Intanto, proprio rivolgendosi a Confindustria, durante la conferenza stampa del sindacato, è stata avanzata una proposta, direttamente agli imprenditori delle cave. Da un cavatore, Gianluca Volpi.

«Se ogni cava mettesse a disposizione degli operai un blocco, un solo blocco da trenta tonnellate e stabilisse un prezzo di vendita, ebbene si potrebbe destinare il ricavato al Fondo marmo, potrebbe essere un segnale importante, un contributo per la citt, per le scuole».

Una proposta condivisa dal sindacato che, dal canto suo, manda un messaggio agli imprenditori.

Ci pensano Paolo Gozzani e Roberto Venturini della Cgil.

«Gli industriali, e in particolare Lucchetti si lamentano di quanto è costato alle aziende in questi anni adempiere ai dettami sulla sicurezza, e il rispetto dell’ambiente - hanno fatto notare i sindacalisti - Ebbene quelli per noi non sono costi ma sono investimenti che, a dirla tutta, le aziende del monte e del piano avrebbero dovuto fare già a parecchio tempo. Quindi le loro lamentele non sono accettabili. Lo ribadiamo i numeri del settore sono sotto gli occhi di tutti. —

A.V..

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