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Colpo di fucile nella notte, ferito giovane marocchino
Due le piste seguite dai carabinieri: regolamento di conti oppure gesto razziale. Il racconto della vittima lascia qualche dubbio. Lo ha aiutato un connazionale
MASSA. Un regolamento di conti legato al mondo dello spaccio oppure un gesto razzista. Sono queste le due piste seguite dai carabinieri per il ferimento di un giovane marocchino, raggiunto al basso ventre da una fucilata a pallini sparata da una decina di metri. Oltre a cercare il responsabile i militari del nucleo operativo stanno anche cercando di capire dove è successo il fatto. Perché la vittima ha detto che si trovava in stazione, ma quando è stato soccorso da un connazionale - che poi è salito con lui in ambulanza - si trovava in viale della Repubblica. Più di un chilometro dallo scalo ferroviario. E secondo il medico che lo ha operato - il pallino ha sfiorato la vescica - la ferita che gli ha provocato la fucilata è incompatibile con una camminata del genere. In quelle condizioni per coprire quella distanza ci vuole più di mezz’ora, con il sangue che esce copiosamente e il rischio di un’emorragia.
Il nordafricano - 26 anni - è stato portato all’ospedale intorno all’una e mezza. E il nucleo operativo dei carabinieri sta cercando riscontri per fare chiarezza e avere un punto dal quale far partire l’indagine. Uno sparo di notte, quando regna il silenzio, sarebbe stato avvertito da diverse persone. Almeno da buona parte di quelli che abitano nei pressi della stazione. Invece al momento non hanno trovato testimoni che possano confermare quanto detto dal ferito. Così verranno acquisite anche le immagini delle telecamere nella speranza di scorgere, se non il momento dello sparo, almeno la fuga di chi ha premuto il grilletto.
Il marocchino era in stazione perché è senza fissa dimora e spesso si trova a passare le notti sul marciapiede del binario uno. Non stava dormendo e quindi non è stato colto di sorpresa: ha visto avvicinare il suo aggressore e probabilmente fin da subito ha notato il fucile, viste le dimensioni dell’arma era impossibile nasconderlo. Non si sa se ha tentato di scappare, ma di fatto non ha trovato riparo. Ed è questa dinamica che mischia le carte finora in mano agli inquirenti: conosceva chi ha premuto il grilletto e quindi non credeva di essere in pericolo? Lui ha detto di non sapere chi fosse quell’uomo. Il regolamento di conti potrebbe essere stato deciso per uno sgarro compiuto dalla vittima, magari inconsapevolmente ed è per questo che non è scappato. Pensava di non avere nulla da temere. Ma il tipo di colpo esploso - i pallini - escludono l’intenzione di uccidere. A meno che non volesse soltanto dare un avvertimento al nordafricano. E che lo abbia colpito tra il ventre e l’inguine per un errore, mentre voleva mirare alle gambe.
L’odio razziale è la seconda ipotesi fatta dal nucleo operativo della stazione di Massa. Ma anche qui il fatto che il colpo sia stato esploso da una decina di metri e non da lontano fa nascere qualche dubbio. Un gesto del genere di solito viene fatto nascondendosi, sparando da distante sperando di non essere visti. Difficile con tutte quelle telecamere in piazza IV Novembre; insomma è davvero difficile credere che qualcuno si sia esposto in questa maniera. A meno che non si tratti di un folle.
D.D..
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