Italia
Massa, i ladri entrano nelle abitazioni con il grimaldello bulgaro
In una casa di Marina hanno rubato gioielli senza forzare né porte né finestre. Diversi i colpi messi a segno negli ultimi giorni: caccia a una gang di professionisti
MARINA DI MASSA. Sono entrati senza forzare finestre né rompere serrature. È successo l’altro giorno. a Marina di Massa. Hanno preso quelli che sembravano gioielli - invece la maggior parte dei monili era bigiotteria - e sono scappati richiudendo la porta dietro le loro spalle. Ad accorgersi che in casa c’erano stati i ladri è stato il proprietario, quando al suo rientro ha notato che non c’erano più i giri che aveva dato alla blindata prima di uscire. In terra il cassetto dove si trovavano orecchini, collane e braccialetti. L’uomo ha chiamato il 113 e ha denunciato il furto.
Sono stati gli agenti della scientifica a scoprire come avevano fatto i soliti ignoti ad entrare senza lasciare alcun segno: la banda ha utilizzato la chiave bulgara. E non è la prima volta che accade, anzi in questi ultimi giorni i casi si stanno moltiplicando. Tanto che adesso è allarme, perché il timore è che in zona ci sia una gang di professionisti che ha come obiettivo quello di svaligiare il maggior numero di appartamenti e poi spostarsi altrove.
Ma cos’è la chiave bulgara, e soprattutto come ci si può difendere? Si tratta di un grimaldello in grado di duplicare l’originale. E quindi aprire le porte, anche blindate, senza alcuna fatica. Certo, non è una cosa che si impara dall’oggi al domani ma i ladri professionisti impiegano pochi secondi per trovare i codici segreti. I malviventi più esperti possono introdurre nella serratura anche piccole telecamere in grado di consentirgli di ottenere una chiave duplicata ancora più simile all'originale. Il grimaldello, a quanto pare, è stato inventato dagli 007 bulgari per entrare nelle abitazioni nemiche e piazzare le cimici per intercettare eventuali complotti.
Tra Massa e Marina nell’ultima settimana sono almeno cinque i furti messi a segno con questa tecnica. Nell’ultimo il bottino è stato di cinquecento euro, ma soltanto perché tra i gioielli c’era parecchia paccottiglia e questo ha tratto in inganno i ladri, che si sono accontentati (lasciando nell’abitazione una preziosa collezione di orologi da taschino). Il problema è che è impossibile difendersi dalla chiave bulgara se si ha una porta con una vecchia serratura: il grimaldello duplica il codice senza poterlo neutralizzare. A meno che non si abbia un sistema di allarme. Oppure che non si aggiorni la porta con una serratura di ultima generazione. Quella con chiavi piatte e codificate e dotate di cilindro europeo (perni anti sondaggio, corpo e rotore con protezione anti trapano e barra centrale antistrappo). In pratica i cilindri girano su se stessi impedendo al grimaldello di clonare il codice. Ma tra chiamata al fabbro, manodopera e materia prima se ne vanno dai quattrocento ai seicento euro. Una cifra che non tutti sono disposti a spendere.
Le forze dell’ordine stanno cercando elementi per poter individuare i responsabili di questa ondata di furti “bulgari”, ma non è facile, perché così come nell’appartamento di Marina anche negli altri non c’erano tracce. La speranza è che la banda commetta un errore oppure che cambi aria rapidamente. —
(D.D.)
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