Il Tirreno

L’Oscar della ristorazione allo chef Nicola Gronchi

di Irene Arquint
L’Oscar della ristorazione allo chef Nicola Gronchi

Il trentaquattrenne carrarese che da due anni guida la cucina del Bistrot premiato nell’ambito della serata “Versilia Gourmet” all’hotel Principe di Forte dei Marmi

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CARRARA. Veni, vidi, vici. Questo potrebbe essere lo slogan di Nicola Gronchi, executive chef al ristorante Bistrot di Forte dei Marmi.

Arrivato due anni fa in Versilia, lunedì sera Gronchi è stato premiato come miglior chef del 2018 sulla Riviera nel corso della serata Versilia Gourmet organizzata da Gianluca Domenici all'hotel Principe a Forte dei Marmi.

Il premio è un vero Oscar della ristorazione versiliese. Sul palco, oltre a Gronchi, sono saliti colleghi come Filippo Di Bartola (Filippo Mud di Pietrasanta) cresciuto al liceo Rossi di Massa e come Bruno Vietina.

Un discorso a parte per questo signore di Montignoso che ha inventato la moderna ristorazione a Forte (tre nomi per dire cosa ha fatto: Maitò, Bistrot e Madeo). Insomma una serata di stelle dove Nicola Gronchi stava veramente bene.

Stelle come Egidiana Maccioni, moglie del grande Sirio de Le Cirque, che ha portato alla cena la pasticciera viareggina Silvia Pardini che guida i laboratori di cucina di New York, New Dely e Abu Dabi. Per i 200 invitati Gronchi ha anche cucinato un grande pesce morone con caponata e maionese d'aglio nero.

Ma il fatto da sottolineare è che era appena arrivato dal Bistrot dove ha impostato il lavoro di una serata che (di lunedì!) prevedeva 120 prenotati.

Il ragazzo di Carrara - ha appena 34 anni - ne ha fatta di strada. Oggi guida uno dei locali più famosi e frequentati d'Italia, mantenendo la stella Michelin ma aumentando i voti sulle guide dei ristoranti dell'Espresso e del Gambero Rosso. Soprattutto si è preso in carico un compito molto difficile: dare maggiore creatività ai piatti tradizionali del ristorante francese, ma al tempo stesso senza cambiare troppo rotta, pensando alla clientela tradizionale.

E così è stato messo da parte un piatto sontuoso e goloso come il risotto con champagne e scampi per imporre un ormai identitario spaghetto aglio, olio e battuto di gamberi e polvere di olive taggiasche.

Al momento della proclamazione e premiazione ha ringraziato i patron Vaiani ma anche la sua brigata.

Sono numeri importanti: solo in cucina sono in 18. Alla fine il solo Bistrot mette in campo oltre 45 persone al servizio di una clientela che non è fatta di russi ma della grande e sana imprenditoria italiana, siano milanesi o di Parma.

Nicola ne ha fatta di strada e riscuote simpatia anche fra i colleghi stellati della Versilia. Per lui un grande applauso al Principe da colleghi come lo chef mediatico Cristiano Tomei, l'allievo di Cracco Valentino Cassanelli, il bistellato (unico su tutta la costa da Ventimiglia a Napoli) Giuseppe Mancino del Piccolo Principe di Viareggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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