Il presidio
Torta di mele e toga, un sindaco formato famiglia
Persiani visto con gli occhi della moglie «Gli ho detto candidati, sei l’uomo giusto»
MASSA. È un uomo dai colpi di fulmine, in amore. Ma anche un uomo che per accettare la sfida e la candidatura a sindaco di Massa, sua città di adozione (è originario di Spezia) ha dovuto fare un passaggio fondamentale. In sala da pranzo, davanti alla moglie Alessandra, alle due figlie Caterina e Margherita (di 26 e 24 anni) e a una bella fetta di torta di mele. Una delle sue grandi passioni.
Francesco Persiani, 53 anni avvocato penalista «scuola Perfetti» come dicono in tribunale i colleghi di Massa-Carrara (il riferimento è al principe del foro Franco Perfetti ed è usato per indicare un uomo di legge che mette al primo posto il lavoro, e molto, molto sotto, l’apparenza) da poco più di 48 ore ha debuttato in un ruolo per lui inedito, quello di sindaco. Sindaco della coalizione di centro destra, di cui rivendica l’appartenenza pur non avendo alcuna tessera in tasca. Ma allo stesso tempo distante dai toni “gridati” della Lega e di quel Matteo Salvini che lo ha lanciato riempiendo una piazza piena nello sprint finale del ballottaggio con il sindaco uscente Alessandro Volpi.
E se a livello nazionale è rimbalzata su tutte le cronache la foto della show girl Elisa Isoardi, intenta a stirate le camice del compagno prima, e pronta a dichiarare, poi, di stare due passi indietro per non offuscare il “suo” Matteo, nel capoluogo apuano la situazione è davvero molto diversa. Francesco Persiani ha vissuto la notte più lunga, quella dello spoglio del secondo turno, mano nella mano con la moglie, Alessandra Borghini. L’ha voluta vicina sempre, spesso l’ha abbracciata e, pur essendo un uomo molto schivo e timido (così lo tratteggiano i colleghi di toga) non ha esitato a baciarla. Davanti ai fotografi e in Comune, dopo aver sciolto il ghiaccio con la prima conferenza da sindaco. Ma non sono quelle dei baci. C’è una foto che, meglio di molte altre sintetizza il rapporto che lega il nuovo sindaco alla moglie: è quella in cui si guardano negli occhi. Sono in sala giunta, sembra si trovino davanti a un tramonto, magari come quello che in un’estate di trent’anni fa, a Fiumaretta, li ha fatti innamorare: lui giovanissimo avvocato, lei insegnante elementare. «E pensare che mi avevano detto che c’era un Francesco a cui piacevo molto. Credevo fosse suo cugino. Ma quando ci siamo visti è stato un colpo di fulmine. Non ci siamo più lasciati». Ventisette anni di nozze e due figlie dopo (studentesse di ingegneria biomedica e legge) è stata proprio Alessandra una delle chiavi del successo dell’avvocato prestato alla società civile. Lei che ha saputo mitigare la “rudezza” leghista con l’appeal da “popolo della famiglia”.
«Quando hanno proposto a Francesco di candidarsi sindaco ne abbiamo parlato insieme, a pranzo, come succede sempre per le decisioni importanti- racconta Alessandra - Lui all’inizio non voleva saperne, la cosa lo spaventava. Ma io non ho esitato a incoraggiarlo: credo che sia la persona giusta, per la sua voglia, instancabile, di lavorare. E, soprattutto, per l’umiltà con cui ha affrontato ogni sfida della sua e della nostra vita». Da quel giorno, da quel pranzo di parecchi mesi fa, Alessandra non ha mai fatto passi indietro. Si è messa a fianco del marito. E la cifra del sindaco “formato famiglia” è stata vincente e inaspettata per chi Francesco Persiani lo conosceva solo come l’avvocato “tutto d’un pezzo”. Quello che è avvenuto nel comitato di Marina di Massa è la cronaca di un trionfo di coppia. Lui, Francesco Persiani, con il volto tirato. Lei che lo prende per mano e che esulta, per prima. «Per Massa è l’uomo giusto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
