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Unione dei Comuni, ipotesi uscita di Tresana

Unione dei Comuni, ipotesi uscita di Tresana

Il sindaco Matteo Mastrini: come è strutturata non può funzionare. Meglio fare come Pontremoli

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TRESANA. Il periodo di grande incertezza che sta vivendo l’Unione dei Comuni perdura ormai, tra rinvii e carte bollate, dal mese di gennaio e provoca pesanti scricchiolii per quanto riguarda la tenuta di questo ente, nato proprio per fare da raccordo tra i Comuni lunigianesi, puntando poi ad avere un’interfaccia più forte e diretta con le istituzioni superiori: Regione e Governo.

La pietra dello scandalo che sta facendo sollevare i sindaci del centrodestra è, naturalmente, la mancata elezione del nuovo Presidente. E questa grande nebulosità porta il primo cittadino di tresana Matteo Mastrini, il più attivo nel criticare questa fase di passaggio dell’Ente, a paventare scenari di scissione futuri: «Se l’unione fosse uno strumento funzionale al territorio - afferma Mastrini - non avremmo problemi a farne parte, ma troppo è quello che non è stato fatto per i cittadini che pagano i servizi anche per chi non rispetta la legge» e lancia un tavolo di lavoro per stipulare Convenzioni fra i Comuni favorevoli all’uscita. «È un ente che non ha governance e, così come è strutturato, non può funzionare - sottolinea - Per questo penso che sia meglio seguire Pontremoli uscendo, trovando nuovi spazi, quali le Convenzioni, che stanno dando buoni frutti. Noi e Licciana abbiamo finalmente una funzione di Polizia Municipale che ci consente di monitorare il territorio perché è organizzata sui bisogni dei cittadini e non il contrario». Questa decisione non comporterà, nella visione di Mastrini, alcuna conseguenza per il proseguimento dei servizi sul territorio, che continueranno come in passato: «Le funzioni di forestazione e raccolta rifiuti potranno tranquillamente continuare anche senza fare parte dell'Unione. Nel mio Comune chi si rende protagonista degli abbandoni paga. Altrove no perché pare ci sia l’ordine politico di non fare sanzioni» facendo riferimento ad un codicillo che permetterebbe ai sindaci di cancellare le sanzioni elevate in questo ambito. «A causa degli abbandoni il costo della raccolta rifiuti aumenta ed anche i cittadini virtuosi sono costretti a pagare per chi lascia i rifiuti in strada. Questo è il motivo per il quale non siamo ancora arrivati alla bolletta puntuale, che avrebbe consentito a chi differenzia di pagare di meno». Mastrini ritiene che non ci sia mai stata incisività nelle politiche dell’ente, promuovendosi e facendo comprendere i suoi ruoli alla popolazione. Per capire quale sia la direzione giusta sarebbe necessario ascoltare i cittadini: percepiscono l’ente come inutile e distante. Noi invece dobbiamo fare uno sforzo per avvicinare le istituzioni al territorio». (c.b.)

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