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Altri novanta giorni alle vittime per presentare denuncia di truffa

Altri novanta giorni alle vittime per presentare denuncia di truffa

La decisione del presidente del collegio che dovrà giudicare l’ex prelato per il caso dei festini gay Si tornerà in aula alla fine di novembre. E si scoprirà se il vescovo sarà giudicato oppure no

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MASSA. Novanta giorni per presentare querela di parte. È il tempo concesso dal presidente del collegio Ermanno De Mattia alle vittime delle truffe dell’inchiesta su don Euro (al secolo Luca Morini), assistito dal legali Francesco Marenghi e Giovanna Barsotti, al coimputato Emiliano Colombi (difeso dall’avvocato Giuseppe Del Papa). La decisione è arrivata dopo una camera di consiglio di circa mezz’ora. Un’udienza tecnica quella di ieri mattina, servita appunto per fissare il limite massimo per chiedere conto del denaro donato dai fedeli per scopi filantropici e invece dilapidato - secondo l’accusa - in festini omosessuali. E per presentare il collegio nella sua nuova composizione: De Mattia, invitato dalle difese una settimana fa ad astenersi, è rimasto al suo posto, mentre Elisabetta Congiusta è stata sostituita dal collega Giovanni Tori. Si tornerà in aula il 28 novembre. Novanta giorni di tempo sono stati concessi anche alle eventuali parti offese nel procedimento parallelo che vede alla sbarra monsignor Giovanni Santucci, difeso dall’avvocato Adriano Martini, ma qui la querela di parte deve essere firmata dal Vaticano o dalla Cattolica assicurazioni. Se non ci saranno le denunce non si procederà nei confronti del vescovo e si procederà per i reati perseguibili d’ufficio (quelli che vedono il gigolò Francesco Mangiacapra parte civile, per esempio) nei confronti di Morini e Colombi.

Non resta che attendere tre mesi. Non si tratta di un colpo di scena perché quando è entrato in vigore il decreto Orlando si sapeva che sarebbe andata così. In tribunale, come è ovvio che sia, stanno applicando la legge. Perché il dl dell’ex ministro della Giustizia ha cambiato le condizioni di procedibilità di alcuni reati. Tra questi la truffa, appunto.

De Mattia di fatto ha informato le persone offese della facoltà di esercitare il diritto di querela. Novanta giorni di tempo e il termine inizia a decorrere dal giorno in cui la persona offesa è stata informata. Ieri. Nella lista dei reati procedibili a querela oltre alla truffa, trovano posto appropriazione indebita, frode informatica, violazione di domicilio da parte di pubblico ufficiale, violazioni varie in materia di corrispondenza, uccisione o danneggiamenti di animali. Il ministero della Giustizia dal 9 maggio sta effettuando un monitoraggio dell’operazione, verificando in particolare il numero dei procedimenti penali instaurati per i reati resi procedibili a querela e il numero di procedimenti penali definiti attraverso una procedura conciliativa, per remissione di querela o per effetto delle condotte riparatorie.

Un’inchiesta complessa e delicata che ha aperto una pagina dolorosa per la curia apuana. Migliaia di pagine, che ricostruiscono una storia di truffe, ai danni dei parrocchiani, di estorsione, nei confronti del vescovo e delle suore di Casa Faci, a Massa, costrette a sborsare 400 euro per non vedere cancellata la messa in memoria delle sorelle defunte. Le richieste di don Morini sono finite, insieme a centinaia di intercettazioni, nei faldoni della Procura, in quelle 5.900 pagine che costituiscono il corpo centrale di un’indagine che ha coinvolto anche il vescovo Santucci – sotto accusa per appropriazione indebita e tentata truffa – e l’ex sacerdote Emiliano Colombi, che deve difendersi dall’ipotesi accusatoria di ricettazione.

Il 28 novembre come detto il collegio presieduto da De Mattia saprà quante sono le querele e quindi potrà contestare una serie di condotte illecite. Sempre che i fedeli alla fine presentino l’esposto, visto che l’impressione è che non tutti vogliano fare quel passo. Difficile, per esempio che lo facciano Vaticano e Cattolica. Le denunce sono attese anche dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandra Conforti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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