Il Tirreno

Rta Doria, accordo trovato I proprietari pagano il 50%

di Manuela D'Angelo
Rta Doria, accordo trovato I proprietari pagano il 50%

Stop ai contenziosi giudiziari, i 33 appartamenti della struttura vengono riconosciuti  come strutture turistico-alberghiere e non residenze. Sconto sull’Imu e niente sanzioni  

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MASSA. Residenza turistica Doria: Comune e proprietari arrivano ad un accordo e superano il lunghissimo contenzioso giudiziario che aveva visto contrapposte le due parti. I privati riconoscono la destinazione turistico alberghiera del complesso Doria, mentre il Comune rinuncia alle cause pendenti e a metà delle tasse non versate.

Dopo vari incontri tra i dirigenti e i legali del Comune e i legali dei proprietari delle unità immobiliari all’interno della Rta Doria, a fine maggio è stata concordata una bozza di accordo, per superare il contenzioso, che tiene in considerazione aspetti urbanistico-edilizi ed economici, ritenuti vantaggiosi per entrambe le parti. Tutti favorevoli a lasciarsi le aule dei tribunali alle spalle, dunque, indubbia la convenienza per il Comune, a fronte di un annoso contenzioso che ha visto nell’ultimo periodo un’evoluzione in senso sfavorevole per il municipio. “Circostanza- si legge negli atti pubblicati sull’albo pretorio del Comune- che potrebbe comportare l’esposizione dell’ente al rischio di condanne”.

La storia, quasi infinita, inizia il 16 luglio del 1994, anno in cui fu realizzata la Rta Doria, struttura destinata a residenza turistico alberghiera, poi trasformata in un complesso di 33 appartamenti, che furono venduti, poi requisiti dal Comune per lottizzazione abusiva, successivamente restituiti ai proprietari, a seguito di una sentenza del Tar e pignorati, infine, dalla Agenzia delle entrate per un mutuo non pagato di 257mila euro, come se il Comune fosse ancora il legittimo proprietario. I privati, negli anni, promossero contenziosi e ricorsi, alcuni definiti con sentenze passate in giudicato, altri ancora pendenti davanti al Consiglio di Stato. Tutti questi contenziosi hanno determinato una situazione di incertezza in merito all’imposta municipale: tra ricorsi e pendenze e soprattutto nell’impossibilità di capire se applicare l’Imu ad una Rta o ad appartamenti residenziali, è risultato difficile stabilire quanto denaro spetti al Comune. Per tutti questi motivi “è intenzione delle parti - si legge nell’atto- risolvere volontariamente il contenzioso pendente, per addivenire ad una soluzione” che tuteli “l’interesse pubblico perseguito dal Comune e al contempo gli interessi delle proprietà”. Le parti hanno dunque firmato l’accordo che prevede intanto il “riconoscimento, da parte dei proprietari, della destinazione alberghiera dell’immobile, sino ad ora contestata, e l’impegno degli stessi ad attivare nella struttura una residenza turistico alberghiera”.

Le parti rinunciano ai giudizi di appello pendenti; i proprietari rinunciano ad ogni pretesa risarcitoria nei confronti del Comune. Ente e proprietari delle varie unità immobiliari riconoscono l’imposta municipale dovuta, ma soltanto del 50% a partire dal 2012, “con sgravio delle eventuali sanzioni e restituzione delle maggiori somme eventualmente versate negli anni contributivi 2012-2017”. Il contratto che è consultabile sul sito del Comune è molto articolato e prende in esame le posizioni personali dei singoli proprietari, con diversi provvedimenti, accettati dalle parti. Infine, il Comune ha già provveduto ad emanare l’annullamento d’ufficio dei provvedimenti di confisca nei confronti di alcuni proprietari, riservandosi di uniformare la posizione di tutti i proprietari degli immobili.

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