Il Tirreno

Sfida sul “prima gli italiani” e sulla gestione dell’acqua

Sfida sul “prima gli italiani” e sulla gestione dell’acqua

Le bozze programmatiche dei due candidati a sindaco sono per molti versi simili Ma su Gaia Spa e sulle politiche sociali le posizioni sono distanti e opposte

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MASSA. Generici quanto basta, pieni di promesse di “recupero”, “valorizzazione”, “rilancio” della città. E per certi versi simili. Difficile rintracciare nei programmi elettorali delle due coalizioni, centrosinistra e centrodestra, visioni radicalmente opposte su come i due candidati sindaci, Alessandro Volpi e Francesco Persiani, intendano amministrare la città. Le due bozze programmatiche – ma va detto che quella presentata dalle liste pro Persiani è più articolata e dettagliata di quella dei pro Volpi (una di 7 pagine l’altre di 3) – sono su molte parti sovrapponibili.

Vicini su trasporto. Un esempio: “Potenziamento e promozione del trasporto pubblico”, annuncia il centrodestra. “Investire di più nell’offerta pubblica sollecitando l’azienda dei trasporti a ripensare una maggiore presenza di mezzi pubblici nella città”, promette il centrodestra.

E su sport. Oppure: “Vogliamo offrire ai giovani impianti sportivi all’altezza e ristrutturare appieno la piscina comunale” (centrodestra). ”Lavoreremo per un adeguamento e rinnovamento delle strutture... a partire dalla piscina comunale che necessita di importanti interventi di riqualificazione” (centrosinistra). E così su altri temi come turismo, cultura, industria, si trovano indicazioni programmatiche non certo opposte.

Distanti su Gaia. Ma ci sono un paio di punti su cui, invece, emergono con chiarezza differenze decisive. Una è la questione dell’acqua. Sul tema, il programma di Persiani è netto: “Uscire da Gaia Spa per riprenderci la gestione del sistema idrico e sulla depurazione delle acque”, si legge all’ultima pagina della bozza allegata (come qiuella di tutti gli altri candidati) alla presentazione delle liste e consegnata al Comune.

Lo schieramento di Alessandro Volpi, invece, dice altro: dice che «per quanto riguarda il capitolo acqua, che ha visto protagonisti molti comitati di cittadini, confermiamo la nostra indisponibilità alla sua eventuale privatizzazione. L’acqua è uno di quei beni che deve rimanere nelle mani del Pubblico». È chiara, in questo caso la scelta di campo. La coalizione di centrodestra punta a cavalcare le mobilitazioni anti Gaia che in molti casi hanno fatto proprio della uscita del Comune di Massa dalla gestione comprensoriale delle risorse idriche una delle principali parole d’ordine. Il fronte del centrosinistra, al contrario, si affianca a quei movimenti che sul carattere pubblico delle società che gestiscono gli acquedotti hanno condotto lunghe battaglie. Facendo, anche, indirettamente rilevare, che l’uscita da Gaia può portare verso una privatizzazione della gestione del sistema idrico.

Un’altra differenza. che si evidenzia tra i due programmi riguarda la questione rifiuti. Il centrosinistra delinea un obiettivo: “Proseguire il lavoro iniziato dall’amministrazione al fine di raggiungere con la raccolta differenziata la copertura di tutto il territorio comunale, promuovendo e continuando a premiare i comportamenti virtuosi”. Il centrodestra della differenziata non fa cenno, però sposa l’idea della premialità “prevedendo una tariffa che premi la raccolta”.

La sfida sugli “italiani”. Ma dove le distanze appaiono maggiori è sul tema politiche sociali. Dove la coalizionedi Persiani svela la sua anima leghista (e di destra) con una una proposta inequivocabile: “...Ci sarà una rinnovata solidarietà nei confronti dei cittadini italiani. Applicando modelli già sperimentati dagli amministratori di centrodestra, riusciremo a portare i cittadini italiani al centro delle politiche sociali comunali”. Prima gli italiani, insomma.

Un’indicazione ideologica e programmatica che non trova traccia nel programma della coalizione Volpi. Dove si dice che “particolare attenzione dovrà essere rivolta alle fasce deboli della città mediante politiche rivolte all’aiuto alle famiglie e a sostegno dell’emergenza abitativa”. Fasce deboli, senza rilevarne la nazionalità. La vera sfida, forse, sta proprio qui.

Claudio Figaia

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