Il Tirreno

ambiente e salute

«Mortalità in eccesso del 5%».I veleni fanno ancora vittime

di David Chiappuella
«Mortalità in eccesso del 5%».I veleni fanno ancora vittime

L’aggiornamento dello studio Sentieri sugli effetti delle industrie inquinanti segnala un quadro preoccupante.
Intanto la questione bonifiche non è risolta

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MASSA-CARRARA. Mentre la bonifica dell’ex zona industriale apuana arranca, a Massa-Carrara si continua a registrare un’incidenza di tumori, malattie del sistema circolatorio, dell’apparato respiratorio, digerente e genito-urinario superiore alla media. E troppo spesso i decessi per malattia sono riconducibili ai fattori inquinanti presenti in quella che fino al 2013 era tutta area Sin, oggi in gran parte riperimetrata e comprendente 4 siti (ex Rumianca ed ex Ferroleghe a Carrara, ex Farmoplant ed ex Sabed/Bario a Massa), per un totale di 116 ettari.

È questo il risultato che emerge dall’ultimo aggiornamento dello studio epidemiologico nazionale Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) a partire dal 2008 e concluso a fine 2017. La ricerca ha coinvolto 45 Sin italiani, per un totale di circa 300 comuni, tra cui Massa e Carrara. Anche se i dati disaggregati per ogni singolo Sin saranno pubblicati solo dopo l’estate, Fabrizio Minchilli, ricercatore dell’istituto di Fisiologia clinica del Cnr, ha già anticipato che i siti “più impattanti” risultano quelli di Laghi di Mantova, Massa-Carrara, Livorno, Piombino, Gela, Milazzo, Manfredonia e Taranto. Tutte zone che attendono ancora la conclusione delle rispettive bonifiche ambientali, che, in molti casi, non sono neppure iniziate. Più in generale, nei 45 Sin i dati dell’aggiornamento registrano un eccesso di mortalità tra il 4 ed il 5%. Tradotto in numeri, significa che in questi territori, tra il 2006 ed il 2013, ci sono stati quasi 12mila decessi in più, di cui quasi 5.200 per tumori e oltre 3.600 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio. A destare particolare preoccupazione sono i dati sulla salute dei bambini e dei giovani nella fascia d’età tra 0 e 24 anni, per i quali si è osservata una diffusione dei tumori maggiore del 9% rispetto a quella di chi vive in aree meno inquinate. L’incidenza è più alta del 66% per le leucemie mieloidi acute, del 62% per i sarcomi dei tessuti molli e del 50% per i linfomi Non-Hodgkin.

Anche dai dati sulle malformazioni congenite emerge un quadro negativo, con eccessi di malformazioni alla nascita in 10 Sin su 15 analizzati nel periodo 2002-2014/2015, tra cui quello di Massa-Carrara. Spesso tra le malformazioni in eccesso si riscontrano quelle degli organi genitali, del sistema urinario, del cuore e degli arti e a seguire quelle del sistema nervoso centrale. Commentando questi dati, l’epidemiologo dell’Iss Pietro Comba, responsabile scientifico dello studio Sentieri, ha sollecitato il nuovo governo a compiere una scelta “etica e responsabile”. E’ chiaro, infatti, che per scongiurare il pericolo che continua a gravare sulla salute dei circa 9 milioni di abitanti presenti nei 45 Sin italiani e quindi anche sulla nostra popolazione, occorrerà non solo provvedere a bonificate completamente queste aree ancora inquinate, ma anche migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.



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