Italia
Vivaldi, alcuni lavoratori saranno riassunti dall’azienda
Accordo raggiunto tra sindacato e impresa, per gli altri operai un incentivo e l’impegno a trovare soluzioni all’interno dell’indotto Pignone. Chi rimane passerà al contratto multiservizi
MASSA. C’è un accordo nella vertenza Vivaldi tra sindacato e azienda. Una soluzione è stata trovata per una parte dei lavoratori, che saranno riassorbiti direttamente dall’azienda. Seppur con un cambio di mansione: passeranno da un contratto da metalmeccanici a uno dei servizi, senza però scompensi nella retribuzione. Per gli altri lavoratori, circa sette o otto persone, invece si dovrà aspettare. Le parti hanno concordato un percorso diverso, nella speranza di riuscire a trovare un nuovo impiego anche per loro.
Non è esattamente il migliore dei finali possibili, ma lascia aperte le porte a una soluzione positiva anche per chi al momento non troverà un impiego di nuovo all’interno dell’indotto Pignone. La ditta Vivaldi infatti ha anche un appalto per le pulizie civili ed è quello il settore dove saranno ricollocati i lavoratori che sono rientrati nell’intesa.
Per i lavoratori non ci sarà il licenziamento e poi la riassunzione, ma rimarrano direttamente all’interno dell’azienda seppure con nuove manzioni. La procedura era stata aperta per 13 lavoratori e da parte dei sindacati c’è stata una moderata soddisfazione per l’esito della trattativa. Vero che la soluzione non è stata trovata per tutti, ma l’ampiezza dell’indotto connesso al Pignone lascia sperare che anche in futuro una serie di posizioni si potrebbero aprire anche per chi è rimasto fuori.
Un numero calato di poche unità perché nel frattempo qualcuno ha trovato una nuova occupazione, accettando anche il trasferimento fuori provincia, qualcuno come la ex rsu Renzo Puntelli arriverebbe alla pensione accompagnato dalla Naspi.
Diverso il percorso per gli altri che andranno in Naspi per i prossimi mesi. Per questi lavoratori oltre a Naspi e Tfr ci sarà anche un incentivo all’esodo, una somma in più che gli permetterà di compensare in parte il divario che c’è tra stipendio e Naspi. Chiaramente più breve sarà il ricollocamento tanto più efficace sarà la copertura che l’incentivo darà a questi operai. Che, come previsto dalla legge, seguiranno anche dei corsi di formazione per provare a trovare nuova occupazione.
Al tavolo era presente, per la Fiom Cgil, Luisa Pietrini. «La misura di sostegno ci permette di prendere del tempo e cercare nuovi percorsi per questi lavoratori. È stata una vertenza complicata, ma confidiamo di riuscire a trovare altre soluzioni per chi è rimasto fuori dall’accordo».
Moderata soddisfazione anche per Giancarlo Leorin, della Uilm-Uil. «L’unica conclusione possibile ad oggi, altrimenti ci sarebbe stato un mancato accordo. Ci permette di fare respirare un pochino i lavoratori posti in Naspi e vedere se possiamo ricollocarli all’interno dell’indotto Pignone». Dello stesso parere anche Lido Lambruschi, della Fim-Cisl, che sottolinea l’impegno per provare a «ricollocarli all’interno dell’indotto». (l.r.d.)
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