Il presidio
A giorni l’ufficialità dei controlli sul voto
MASSA. Continua il lavoro della Commissione ufficio centrale elettorale dentro il palazzo comunale. Un’operazione di routine, complessa, che porterà nei prossimi giorni a definire ufficialmente i...
MASSA. Continua il lavoro della Commissione ufficio centrale elettorale dentro il palazzo comunale. Un’operazione di routine, complessa, che porterà nei prossimi giorni a definire ufficialmente i risultati emersi dalle urne domenica scorsa.
La commissione, formata da un giudice, un cancelliere e sei presidenti di seggio estratti dalle liste, ha proceduto in ordine. Prima sono stati controllati i votanti e i voti effettivi, poi i voti ai sindaci e in questi giorni è impegnata nel controllo dei voti alle liste.
Dopo il voto i dati arrivano dai seggi al comune che fino a quel momento sono ufficiosi. Per diventare ufficiali, per così dire, bisogna che appunto si riunisca la commissione che fa una verifica dei verbali. Non si tratta però di un riconteggio delle schede.
La possibilità del riconteggio vero e proprio è eventualmente compito del Tar, a seguito di ricorsi presentati da candidati al consiglio che si sentono in qualche modo defraudati. Ma questo è un momento successivo.
I ricorsi al Tar possono arrivare solo dopo che i dati da ufficiali sono diventati ufficiosi. Cioè dopo che i risultati di domenica scorsa sono stati convalidati. Ma soprattutto dopo la convalida delle elezioni del 24, cioè quelle del ballottaggio. Chiaramente il risultato incide profondamente sulla composizione del consiglio: chi vince prende 20 consiglieri comunali, a differenza delle forze di opposizioni che ne prendono 12.
Il ricorso al Tar non è generico. Non può essere fatto sulla semplice volontà o sospetto di un depauperamento dei voti. Il ricorrente dovrà circostanziare le sue ragioni sulla base delle indicazioni che gli arrivano dai rappresentanti di lista. Dovrà insomma spiegare che nella sezione “X”, come esempio, gli mancherebbero 10 voti. E che nella “Y”, sempre come esempio, ne mancano altri 15. A quel punto il Tar potrà arrivare anche a riaprire le schede delle sezioni incriminate e rivedere la classifica d’arrivo.
Finora pare che dal ricontrollo delle schede per i sindaci non siano apparse delle anomalie. I lavori della commissione dovrebbero concludersi entro questa settimana.
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