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Da Albiano Magra alla Svezia a piedi e con due asini
ALBIANO MAGRA. Viviamo tempi frenetici e lo stress sembra essere diventato uno sgradito compagno di viaggio nella vita di milioni di persone. Ma c'è anche chi prova a immaginare una società diversa,...
ALBIANO MAGRA. Viviamo tempi frenetici e lo stress sembra essere diventato uno sgradito compagno di viaggio nella vita di milioni di persone. Ma c'è anche chi prova a immaginare una società diversa, ispirata al valore della lentezza, in cui sia il rapporto con la natura, con le piante e con gli animali il minino comun denominatore. Se, poi, gli animali sono due pacifici asini, Auroralba e Toni, ancora meglio. Perchè Carlo Magnani, originario di Ceparana di Bolano e residente ad Albiano Magra di Aulla, ha fatto pochi metri per cambiare residenza e Regione, dalla Liguria alla Toscana, ma ha percorso ben 2mila e 600 chilometri per raggiungere Göteborg, in Svezia, terra della sua compagna di vita Helena. Un viaggio fisico e mentale intrapreso con Helena e i due asini, a piedi, attraversando Svizzera, Germania e Danimarca. È stato un viaggio emozionante, che ha restituito ai suoi protagonisti quello che si sta perdendo fra le persone, ovvero il sentimento di fiducia reciproca, il potersi fidare di sconosciuti, lasciando da parte timori e paure. Il tutto all'insegna delle lentezza, del contatto umano e del rapporto con la natura. Un viaggio che ha visto Carlo, Helene, Auroralba e Toni partire da Albiano Magra l'11 marzo 2016. Dopo avere attraversato, come accennato, Svizzera, Germania e Danimarca, i quattro viaggiatori sulle orme della lentezza arrivavano a Göteborg, in Svezia, il 16 ottobre dello stesso anno. Dopo una lunga sosta, di alcuni mesi, a Göteborg, il 12 giugno 2017 ripartivano alla volta dell'Italia per tornare proprio laddove la loro avventura era iniziata, ad Albiano Magra. Tra l'altro, durante l'intero arco del loro viaggio hanno piantato quasi 500 alberelli o germogli, in modo da testimoniare il forte legame che dovrebbe essere sempre coltivato tra uomo e natura. «Abbiamo volato tante volte con l'aereo, ma volevamo camminare, farlo assieme agli asini - spiega Carlo Magnani - e questi ci hanno rallentato molto il ritmo. Quindi, il nostro è un invito a riflettere sulla società contemporanea e un'azione concreta contro lo stress nelle Nazioni economicamente avanzate, dove si tende ad un isolamento sempre maggiore fra le persone. Abbiamo potuto sperimentare che c'è una gran voglia di socialità fra le persone». Tante le occasioni di incontri carichi di significato per Carlo ed Helene. Come quando un'auto con due cittadini romeni, a Lodi, si fermò per chiedere che cosa stavano facendo con uno dei che regalava 50 euro ai viandanti per sostenere i costi dell'avventura dopo il loro racconto. «Nel viaggio di ritorno, durato un anno, abbiamo speso soltanto 5mila euro, donazioni comprese» aggiunge Carlo Magnani, a dimostrazione della grande solidarietà trovata per strada. E poi l'invito di un direttore scolastico di una scuola elementare in Svizzera, che portava Carlo ed Helene in giro per le classi a raccontare la loro esperienza ai bambini. Ed alcune iniziative sono già in vista per Carlo, Helene, Auroralba e Toni. Infatti, l'assocazione ViviAmo Albiano, che si è sempre tenuta in contatto con Helena e Carlo, quest'estate organizzerà una festa dedicata ai due, anzi ai quattro viaggiatori, che racconteranno a tutti la loro storia avvincente.
Gianluca Uberti
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