Il presidio
Doveva andare dal medico invece tenta di rubare
L’uomo si trovava agli arresti domiciliari per scontare una serie di condanne Il giudice ha revocato il permesso concesso per il suo stato di salute. È in carcere
MASSA. Era agli arresti domiciliari perché doveva scontare una serie di condanne per i numerosi furti che aveva messo a segno, ma per via di alcune esigenze personali di tipo sanitario il tribunale di sorveglianza gli aveva permesso di uscire di casa per tre ore al giorno. Da mezzogiorno alle 15. Ma i benefici che aveva ottenuto sono spariti, visto che il giudice li ha revocati firmando una ordinanza di carcerazione. Il motivo? Il lupo ha perso il pelo ma non il vizio.
Il 26 maggio, durante le tre ore si permesso, verso le ore 14.20, approfittando dell’orario di temporanea chiusura di un magazzino, l’uomo, utilizzando anche arnesi da scasso, aveva tentato un furto in via Aurelia Nord di Massa. L’anticipato rientro in azienda di una delle titolari, tuttavia, lo aveva costretto a darsi a repentina fuga utilizzando un’autovettura. La comunicazione da parte della vittima alla centrale operativa dei carabinieri aveva fatto scattare il piano anticrimine per il contrasto dei reati predatori, con la predisposizione di controlli su strada e l’invio immediato di una pattuglia del nucleo operativo sul luogo.
Gli elementi raccolti dai militari dell’aliquota sono stati valutati dal comando provinciale dell’Arma, che ha cominciato a spulciare le banche dati. Inoltre, l’importante contributo della proprietaria del magazzino ha permesso agli inquirenti di predisporre un primo identikit del soggetto che ha ristretto la cerchia dei sospettati. Uno di questi, da ulteriori accertamenti, risultava essere proprietario di una autovettura monovolume analoga a quella fuggita dal luogo del tentato furto. Da qui, grazie anche a un riconoscimento fotografico, l’uomo è stato identificato, anche perché già noto alle forze dell’ordine e, tra l’altro, sottoposto al regime della detenzione domiciliare, proprio perché condannato in via definitiva per la consumazione di reati predatori .
L’intera inchiesta, oltre alla denuncia del pregiudicato alla procura quale indagato del reato di tentato furto aggravato, era stata poi trasmessa alla magistratura di sorveglianza che ha emesso immediatamente ordinanza di revoca del beneficio concesso a suo tempo, disponendo l’immediato di rintracciare l’individuo e quindi di trasferirlo in carcere. Di qui l’operazione dei carabinieri, conclusasi con l’accompagnamento in cella dell’uomo. Adesso è in prigione senza il permesso di poter uscire per tre ore al giorno e senza la tentazione di tornare a rubare.
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