Il presidio
“Arte in marmo”: vince il dromedario di Boutros Romhein
Un successo il concorso riservato agli scultori della Imm Sul podio l’artista siriano: sono qui per le vostre montagne
CARRARA. «A Carrara sono attivi più di 200 scultori, anche nomi importanti, ma nessuno li conosce: perché non valorizzarli?». Così Verena Mayer-Tasch, artista di Magonza che ha partecipato al concorso “Arte in marmo” indetto da Imm. La premiazione ha avuto luogo al Marble Cafè in piazza Battistini; in palio c’era un premio da mille euro. Oltre a Verena, alla sfida hanno partecipato il carrarino “doc” Michele Monfroni con la scultura “Vi prendo per mano”, il giovane argentino Pablo Damián Cristi con “Inside” e il siriano Boutros Romhein con “Infaticabile dromedario”. La palma è andata è Romhein e al suo dromedario seduto: per “l’armonia di antitesi e contrasti”, il messaggio legato alla figura del dromedario, l’esaltazione del rapporto tra uomo e animale. «La montagna di marmo mi ha portato qui dalla Siria – ha dichiarato Romhein ritirando il premio – sono diventato un pezzo di questa montagna». Menzione d’onore per “Inside” di Cristi: un ritratto di una donna velata che ha il merito di “esporre la contraddizione stessa nella esistenza umana” con una figura di forte drammaticità, dinamica e densa di tensione. «Sono qui solo da un anno – ha dichiarato Cristi, classe 1975 – la prima volta che sono venuto a Carrara ho sentito che questo era il posto dov’ero destinato a vivere. Perciò ha portato con me la mia famiglia». Carrara ha esercitato su questi artisti una potente forza attrattiva. Loro, però, vorrebbero che la città offrisse di più agli scultori. «Vivo qui da trent’anni – racconta Mayer-Rasch – vogliamo più rispetto per il nostro lavoro. Noi dedichiamo all’arte la nostra vita; tra noi ci sono anche nomi importanti, che espongono in tutto il mondo. Qui a Carrara invece sono sconosciuti. Il Comune dovrebbe aprire agli scultori gli spazi espositivi di cui dispone. Penso al Cap, ad esempio: inutile fare bandi aperti a gente di Roma, quando abbiamo più di 200 studi sul territorio. Perché non fare esporre i nostri scultori, a rotazione, tenendo aperto il museo l’anno? Così otterremmo un beneficio duplice: valorizzare gli artisti del luogo e attrarre i turisti, che a Carrara in inverno non hanno nulla da visitare. Anche questo premio avrebbe dovuto essere organizzato con almeno un anno di anticipo: sono sicura che così, anziché 4 artisti, avrebbero partecipato almeno una quarantina». La mancanza di spazi espositivi è un problema anche secondo il vincitore della gara, Romhein: «Il Comune dovrebbe organizzarne di più, sia al chiuso che all’aperto. Così si instaurerebbe uno scambio continuo tra gli artisti e la città. Studi aperti è una manifestazione bellissima e spontanea, ma dura poco e non è pensabile che un turista visiti tutti gli studi ad uno ad uno. Alcuni scultori non hanno nemmeno uno studio. Ci vogliono delle mostre. Per Carrara potrebbe essere una vetrina, per gli scultori un’occasione anche per farsi conoscere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
