In Duomo la personale di Gianni Brusamolino
MASSA. Domani, sabato alle 18.30 il Duomo di Massa si trasformerà nuovamente in vetrina privilegiata per l’arte, ospitando all’interno dei suoi prestigiosi spazi l’esposizione “Gianni Brusamolino:...
MASSA. Domani, sabato alle 18.30 il Duomo di Massa si trasformerà nuovamente in vetrina privilegiata per l’arte, ospitando all’interno dei suoi prestigiosi spazi l’esposizione “Gianni Brusamolino: dal fluire della vita all’infinito cosmico”, attesa mostra personale dell’artista, classe ’28, disegnatore, pittore e scultore pluripremiato, la cui vita ha incrociato quella di importanti artisti come Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Salvator Dalì, Marino Marini e Bepi Romagnoni. Ideato dal Centro Studi Milano ‘900 e patrocinato dal Consiglio Regionale della Regione Toscana, Provincia di Massa-Carrara, Comune di Massa, Diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, Associazione Culturale San Domenichino, Fondazione Primato, Associazione Italia Hong-Kong, Propellers’ Club The Port of Milan, Associazione Pro Torano, ContainerLab, Casa Museo Ugo Guidi, Blasting News, Architetto Evangelisti e Celebes Divers, l’evento è il secondo capitolo del ciclo “Tempo dell’Essere, tempo dell’esistere”. Per tre mesi, a partire da giugno e fino a settembre, al termine dell’estate, sarà possibile visitare la mostra, che andrà articolandosi presso i suggestivi ambiti del Battistero, del Sepolcreto Cybo Malaspina (la cripta) e del Chiostro della Cattedrale apuana. Nella sua lunga carriera, Gianni Brusamolino non ha mai smesso di riflettere sulla dimensione umana, ponendola in relazione al problema dell’esistenza e della propria identità ontologica. Lo ha sempre fatto in termini prettamente estetici, tanto da dare forma a un linguaggio che riconduce ai primari segnici il fluire della vita: nasce così, negli anni ‘60, il Fiume, la poetica dell’esistenza. Dopo cinquant’anni la riflessione perviene al problema di dare forma all’Essere, e la risposta non può che risultare di carattere compositivo. Alice Procopio, curatrice della mostra, aggiunge che “il Fiume rappresenta l’esistenza, oggetto di esperienze di tipo sensibile - Energenesi si lega, invece, a una possibilità d’Essere, ciò che consente ad una vita potenziale di divenire vita attuale, e dunque esistenza”. Una visione di immagini sovrapposte a quelle di una narrazione di ipotesi scientifiche del big bang rende questa mostra qualcosa di innovativo ed unico, in grado di cogliere con originalità l’essenza della dimensione umana.
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