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Studi Nicoli, così nasce un giardino di sculture

Studi Nicoli, così nasce un giardino di sculture

CARRARA. Gli Studi Nicoli sono un centro internazionale per la Scultura Contemporanea, una scuola per giovani artisti, un imprescindibile punto d’incontro per artisti e semplici amatori. Questi...

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CARRARA. Gli Studi Nicoli sono un centro internazionale per la Scultura Contemporanea, una scuola per giovani artisti, un imprescindibile punto d’incontro per artisti e semplici amatori. Questi precisi meriti culturali hanno valso agli Studi Nicoli il titolo Unesco di “Sito portatore di un messaggio di pace”. Per White Carrara Downtown sono previste ogni giorno quattro visite guidate su prenotazione (0585 787963 – 0585 1812530) allee 9 e 45 – 10 e 45; dalle 11 alle 12; dalle 14 e 45 alle 15 e 45 e dalle 16 alle 17.

Un giardino di sculture da Nicoli. Nei laboratori di Carlo Nicoli affiorano spontaneamente forme nel marmo bianco di origine lontanissima, di ispirazione diverse, ma capaci di creare un dialogo nel silenzio, un concerto di forme scandite negli spazi fra pieni e vuoti a generare una sorta di circuito magnetico di grande ispirazione. Gli artisti selezionati sono di diversa estrazione, c’è il francese Ivan Messac con un omaggio alla figura dantesca di Caronte ritratto nell’atto di guardare all’indietro come lo voleva per l’eternità la legge del contrappasso a mò di punizione per avere osato predire il futuro: le superfici sono scabrose e segnate dal tempo come la figura femminile di Francesca Nicoli, a sua volta torturata da centomila tagli di macchinetta e intenta a proteggere qualcosa, forse un serpente, o qualcosa di prezioso. La noce rossa al centro di Piazza XXVII Aprile rappresenta il fulcro dell’esposizione. Inutile cercare affinità e analogie con l’astrazione colta dei Cascella, con le loro articolazioni in marmo, in quelle sculture di grande formato che presentano ancora superfici materiche, tutte trattate di punta, aggredite dalla vegetazione dall’edera chissà quanti anni fa. Perché il marmo è il materiale che in assoluto invecchia meglio, e questo è la sua grande forza. Perciò si lascino inverdire le superfici un tempo levigate e liscissime, si lascino intaccare di muschi e licheni: questo non farà che accrescerne la bellezza senza tempo, il senso di lontananza e permanenza.

C’è anche un capolavoro assoluto di Ernst Niezwiestny, il russo che da Nicoli si fece fare opere gigantesche in marmo che però gli valsero la cacciata dall’Unione Sovietica, allora ferma al canone realista, e questo determinò la sua fama nel mondo occidentale, ancora insuperata. È un’esposizone all’insegna degli espressionisti tedeschi perché qui oggi dimorano e lavorano diversi artisti tedeschi, ecco quindi spuntare un lavoro dimenticato di Rainer, che trascorse a Carrara moltissimi anni, fra gli anni settanta e ottanta. I marmi di Giorgio Andrei allora escono da queste contaminazioni con i grandi maestri del nostro tempo, dimostrando una sicurezza che convince, la padronanza della figura ed insieme la capacità di trasmettere al marmo quella forza espressiva che lo rende materiale unico ed ineguagliabile.

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di Redazione web