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Assolto il titolare dell’agenzia degli abogadi
Era stato denunciato da una cliente, che aveva ottenuto la toga in Spagna, per esercizio arbitrario
MASSA . L’accusa era di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ma Stefano Fialdini, titolare della agenzia Omologazione titoli, è stato assolto con formula piena. Il giudice Fulvio Biasotti ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Riccardo Balatri: aveva chiesto solo i soldi che gli erano dovuti. È una vicenda di tre anni fa, partita dalla denuncia presentata da una aspirante avvocato per truffa. Reato che la guardia di finanza, ascoltando le registrazioni delle telefonate intercorse tra l’imputato e la parte civile, non aveva ravvisato. In pratica il titolare dell’agenzia di formazione, dall’altro capo del telefono chiedeva il saldo del compenso che gli spettava per aver sbrigato la pratica della cliente facendole superare il primo step per diventare avvocato - anzi abogado - dando l’esame in Spagna. Per il secondo step però serviva il certificato (la pergamena) che aveva l’agenzia ma che non aveva consegnato alla cliente. Da qui una serie di email e di lettere scritte dai legali di entrambi. Fino alla denuncia vera e propria. Ma perché l’esame in Spagna? È veloce, ci si impiega in media una decina di mesi; è sicura, il meccanismo è ben oliato; è legale, la permette la normativa europea; e, soprattutto, consente di dribblare l’esame per l’abilitazione in corte d’Appello, eliminando così il rischio di frustrazioni da insuccesso. Il consiglio nazionale forense, l’apice dell’Avvocatura, giudica tale pratica quasi disdicevole, o peggio, «un abuso del diritto europeo». Oltre a questo rimbrotto professionale l’altro neo è che è un po’ costosa: in media seimila euro, se ci si appoggia ad un’agenzia specializzata.
Come ha fatto la ragazza che si era costituita parte civile. Balatri però in aula aveva incalzato la collega - perché alla fine aveva superato l’esame - per dimostrare che il suo assistito aveva chiesto solo il pagamento dell’onorario per il lavoro che aveva svolto. La seconda tranche del pagamento pattuito: poco meno di tremila euro. Fialdini alla fine era contento per l’epilogo anche se la sua attività qualche contraccolpo lo ha subito, dato che l’ufficio aveva iniziato a fare le prime pratiche quando poi la cliente ha presentato la denuncia alla finanza.
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