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Mencarelli e cave: serve la tracciabilità
La candidata 5 Stelle: necessaria un’analisi sui costi-beneficiE sulla marmettola: «Compromette corsi d’acqua e Cartaro»
MASSA. Luana Mencarelli, candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle, interviene in merito all’operazione della procura e della Capitaneria di porto su aziende del lapideo. Operazione che ha portato a nove denunce e alla chiusura di 4 imprese.
«Massa - esordisce la candidata pentastellata - si è risvegliata con nove denunciati per la marmettola nei fiumi. Nel nostro programma abbiamo scritto il nostro pensiero... La lavorazione in cava ha raggiunto ritmi impressionanti: per ogni tonnellata di estratto ne produce altre tre di scarti, soprattutto terre e sassi, che scivolando a valle possono diventare causa di possibili frane o elemento di particolare pericolo negli eventi alluvionali per l’innalzamento del letto dei fiumi. Marmettola, olii esausti e diversi metalli pesanti compromettono i corsi d’acqua e il complesso carsico delle Alpi Apuane. A farne le spese - prosegue Luana Mencarelli - c’è anche l’acquedotto del Cartaro che richiede diversi livelli di depurazione e potabilizzazione con costi a carico dei cittadini nella bolletta di Gaia che è cara anche per l’incapacità delle istituzioni di assicurare il rispetto della legge in materia di cave.
Le cave ci costano anche in manutenzione delle strade e sanità e conseguenze della mancata sicurezza sul lavoro (in dieci anni: 11 morti e 1258 infortuni). Ma l’economia del lapideo? dice giustamente qualcuno: i blocchi estratti vengono prevalentemente esportati, il manifatturiero “del piano” sta infatti calando e finora - prosegue la Mencarelli - nessuna amministrazione massese ha realizzato una seria analisi costi/benefici della lavorazione del marmo mettendo sul piatto anche l’incompatibilità di determinate attività turistiche economiche oltre alla perdita di flora, fauna e paesaggio. Esattamente quello che vogliamo fare noi. Avvieremo un percorso per definire il costo sociale delle cave e approveremo un regolamento cave che preveda rilievo topografico 3D e tracciabilità dei blocchi con sistema tecnologico di identificazione per arrivare alla rimodulazione dei canoni e dei contributi per l’estrazione. Il nostro indirizzo - continua la candidata - sarà il rispetto della normativa e delle prescrizioni previste in materia di tutela del paesaggio, dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro.
Sono certa, che questa sia l’unica base di partenza e sono ancor più certa del fatto che proprio partendo dal rispetto della legge entro il 2023 rispetteremo l’impegno di arrivare al contingentamento della produzione in base al personale impiegato e al vincolo della lavorazione in loco e recupereremo cave dismesse e strade dimenticate (lizza) a fini turistici, sportivi e culturali. Noi teniamo al nostro patrimonio. È giunto il momento del coraggio».
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