Il Tirreno

E Matteo sbigottisce «Cos’è questa cosa?»

Salvini si ritrova a parlare alle spalle di quello che è un simbolo della lotta politica contemporanea. «Salutiamo la signora che sta alla finestra, bella comoda. Il signore che ci guarda dall’alto...

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Salvini si ritrova a parlare alle spalle di quello che è un simbolo della lotta politica contemporanea. «Salutiamo la signora che sta alla finestra, bella comoda. Il signore che ci guarda dall’alto lì a sinistra. Ora, non so, devo salutare qualcuno pure qua dietro». Salvini si gira e alle spalle si trova il palazone della Banca d’Italia. Muri erosi, pezzi di cemento divelti, reti a protezione di chi passa sotto. Con un gesto da attore consumato, il leader leghista incassa la testa fra le spalle, fa lo sbigottito e dice: «E cos’è quello?». Gli rispondono dal pubblico nemmeno il tempo di finire. «Quello è il simbolo della loro arroganza, quella è la Banca d’Italia. Guarda come la tengono». C’è una risata generale quando Salvini fa una smorfia al sentire pronunciare “Banca d’Italia”. «Ma come, proprio la Banca d’Italia? Qua dietro come un gufo, non è facile parlare». Poi mette una mano sulla spalla di Francesco Persiani e gli dice: «Sindaco, porta questo posto a nuova vita. Che ne ha bisogno». E parte un grande applauso. A fine discorso poi i giornalisti lo incalzano sulla possibilità di riaprire all’ipotesi di un governo politico. «Ne prendo atto, grazie dell'informazione. Ho parlato con la gente di Massa fino ad ora e quindi non posso rispondere».

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