Il presidio
«Sul caso di diagnosi sbagliata, da Asl risposta offensiva»
MASSA. Sulla sanità il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini attacca l’assessora Stefania Saccardi. «Avevo appreso dalla stampa di un recente caso di malasanità avvenuto all’Osp...
MASSA. Sulla sanità il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini attacca l’assessora Stefania Saccardi. «Avevo appreso dalla stampa di un recente caso di malasanità avvenuto all’Ospedale delle Apuane di Massa: per ben cinque volte il pronto soccorso una signora di 78 anni, Giuseppina, malata di tumore, avrebbe avuto come diagnosi “solamente” una bronchite e una sincope. L'esatta diagnosi è arrivata solo all'Ospedale Versilia e purtroppo quella malattia era talmente avanzata da portare di lì a breve questa povera signora alla morte».
Quartini presenta così un'interrogazione il 3 maggio chiedendo alla giunta «se erano stati avviati i necessari accertamenti al fine di chiarire se vi siano state - e di chi siano - eventuali responsabilità nel ritardo diagnostico e se questo abbia potuto contribuire all’esito particolarmente infausto della prognosi».
Ma quando arriva la risposta dell’assessorato Quartini non si ritiene soddisfatto. Anzi. «La nota della direttrice generale Maria Teresa De Lauretis, girataci dall'assessora Saccardi, omette di citare tre delle cinque visite raccontate dalla famiglia della signora Giuseppina e tutta la parte relativa all'Ospedale Versilia dove il suo tumore è stato diagnosticato. E come spesso accade nella sanità toscana non si cita alcuna attribuzione di responsabilità per il ritardo diagnostico, anzi De Lauretis scrive "non sono risultate criticità nel percorso che si è svolto al pronto soccorso, ma i sanitari sono consapevoli della necessità di rendere sempre più adeguato il collegamento ospedale-territorio per la gestione di casi complessi come quello in questione. Spiace riconoscere che queste risposte diano quindi sempre come soluzione il protocollo Asl: i pazienti non sono al centro, perché al centro c'è il protocollo», conclude Quartini.
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