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Storia locale, tradimento e cucina in scena al liceo classico Rossi
MASSA . Lunghe tavole imbandite con brocche di vino e pasta «piena di carne di cortile». Musica rinascimentale, gesti dimenticati e costumi d'epoca. E in scena una rappresentazione particolare:...
MASSA . Lunghe tavole imbandite con brocche di vino e pasta «piena di carne di cortile». Musica rinascimentale, gesti dimenticati e costumi d'epoca. E in scena una rappresentazione particolare: quella delle radici del comune di Massa.
“Amore e potere” è il dramma storico diviso in tre atti realizzato domenica dagli studenti del liceo classico Rossi, in collaborazione con gli studenti del liceo scientifico Fermi e l'istituto Malaspina Staffetti, inserito nell'ambito del progetto “Officina della comunicazione”.
Non il classico spettacolo ma una sorta di cena rinascimentale dove i personaggi interagiscono con i presenti. L'argomento trattato dagli studenti coordinati dalla professoressa Rosaria Bonotti, quest'anno è stato quello dell'apocalisse. E dopo aver rispolverato qualche pagina di storia locale, gli studenti hanno scelto di sviluppare liberamente la storia di Ricciarda Malaspina e di suo figlio, Giulio Cibo.
Ad aprire la serata che domenica si è tenuta nell'aula magna del liceo classico, il ricordo della dirigente scolastica, Filomena La Pietra, venuta a mancare un anno fa. «Professoressa amante della dialettica, convinta che fosse l'unico strumento per unire gli opposti» – è intervenuta la dirigente dell'ufficio scolastico di Lucca e Massa - Carrara, Donatella Buonriposi. Poi l'inizio del dramma storico in concomitanza con la cena, con gli studenti che passeggiavano e recitavano fra gli ospiti . Il menù è stato realizzato dall'istituto alberghiero Minuto, certificato come originale del periodo Estense: un gran piatto di bollenti di castagne e frutte e verdure di stagione, un secondo a base di torta di bieda, acciughe accarpionate e carne marinata, pasta piena di carne di cortile e lonza di porco con salsa di “aranzi” sopra.
Infine, i dolci tipici accompagnati da un bicchierino di ippocrasso. Il tutto servito mentre si consumava il dramma di Ricciarda Malaspina: il padre che in punto di morte la convoca insieme alle sorelle, l'annuncio che l'eredità sarebbe andata al primo figlio maschio proprio di Ricciarda. L'arrivo, decisamente non voluto, proprio di un figlio maschio.
La sete di potere di Ricciarda la porterà a temere quel figlio che minava la proprietà del marchesato di Massa, in un periodo, il 1519, in cui il destino dei piccoli feudi del Sacro Romano Impero erano minacciati dall'avanzata del re di Francia. Accusato di congiura, grazie ad un sotterfugio tramato dalla madre, il figlio verrà condannato per lesa maestà ai danni di Carlo V d'Asburgo. E qui il colpo di scena.
Agli ospiti del banchetto di domenica è chiesto di riscrivere la storia: come dichiareresti Giulio Cibo, innocente o colpevole? «Innocente» secondo il dirigente scolastico dell'istituto, Massimo Ceccanti, seduto alla tavola d'onore insieme al consigliere regionale, Giacomo Bugliani (per il patrocino della Regione Toscana) al presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti e al sindaco uscente, Alessandro Volpi.
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