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Soldi per radio e televisione, niente al web. Pochissimo agli affitti
Curioso che tra le spese di propaganda elettorale non figurino quelle per il web. Eppure, ognuno a suo modo e con diversi metodi e disponibilità, i dieci candidati sono impegnati anche online nella...
Curioso che tra le spese di propaganda elettorale non figurino quelle per il web. Eppure, ognuno a suo modo e con diversi metodi e disponibilità, i dieci candidati sono impegnati anche online nella promozione della campagna politica e dei loro programmi. Tra i media, vengono citati soltanto radio e televisione, voci di spesa non contemplate peraltro da tutti. Le quattro liste di Menchini investono 5000 euro in totale, quelle di Volpi (che sono 7) 4400 euro. Per molti altri invece la propaganda su radio e televisione non è nemmeno preventivata e le caselle sono sbarrate. Zero. Più televisione che radio, nel complesso, ma c’è chi come Pascucci investe in maniera speculare sui due mezzi di diffusione. Tutte le liste prevedono capitoli per la stampa di manifesti e altre pubblicazioni, ma nonostante abbiano sedi elettorali, molte non hanno tra le voci di spesa l’affitto di locali. Gentile concessione o proprietà riadattate all’uopo? (l.r.d.)
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