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Nei guai anche lavanderie e distributori
Segnalati alla procura otto proprietari e le multe hanno superato i trentacinquemila euro
MASSA-CARRARA. Non sono state passate ai raggi x soltanto le attività legate alla lavorazione del marmo, ma «in considerazione della morfologia territoriale della provincia apuana e della concentrazione di realtà industriale di natura diversa ad alto impatto ambientale, la guardia costiera si è concentrata anche su autolavaggi, distributori di carburante, lavanderie e rimessaggi. L’obiettivo era il medesimo: il rischio inquinamento che poteva scaturire dai prodotti chimici e dagli olii utilizzati.
Quindici le imprese che sono state controllate e come è successo per le segherie il quadro che ne viene fuori è davvero preoccupante: i titolari che sono stati denunciati alla procura sono otto e sono state elevate sanzioni per oltre trentacinquemila euro. Il motivo è sempre la mancanza di autorizzazione allo scarico delle acque di lavorazione. Anche qui le irregolarità riscontrate dalle guardie costiere sono state parecchie. E per certi versi inquietanti perché fatte senza alcun rispetto per quello che ci circonda. Così le pompe di benzina smaltivano gli olii e le benzine nei terreni vicino all’impianto oppure le lavanderie si sbarazzavano di detersivi e smacchianti (chimici) senza alcun tipo di precauzione. Oppure i rimessaggi per mezzi di trasporto, camper o quant’altro. Anche in questo caso è stata fatta un’opera di screening prima di intervenire nelle attività individuate quali le più indisciplinate. Da qui la denuncia degli otto titolari e soprattutto le sanzioni. In questo caso non è stato necessario effettuare sequestri perché l’inquinamento non è stato giudicato così grave.
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