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Ecco le spese dei candidati Menchini è il più prodigo
Podio completato da Volpi e Pascucci, soltanto quinta Mencarelli dietro Persiani L’avvocato con 4 liste civiche preventiva più di 40mila euro. Bertilorenzi solo 700
MASSA. Se il totale delle spese elettorali fosse garanzia di elezione a sindaco il 10 giugno, allora avremmo già un vincitore: Sergio Menchini. O quantomeno un ballottaggio assicurato, quello con il sindaco uscente Alessandro Volpi, il secondo più munifico nel finanziare la sua campagna elettorale.
Così non è, com’è ovvio, ma è interessante andare a guardare quali sono i bilanci preventivi presentati dalle 24 liste elettorali che sostengono i 10 candidati a sindaco di Massa. Si tratta della spesa cui le liste e i candidati intendono vincolarsi, regolato dalle legge, e che nei comuni con più di 50mila abitanti va presentato insieme alle candidature.
Partiamo definendo il podio. Chi ha impiegato più rirose in questa campagna è Sergio Menchini, come detto. O meglio, le quattro liste che lo supportano. Con un disequilibrio evidente tra i componenti. Le spese previste totali sono di 44.500 euro, ma ben 43.200 sono messe a bilancio dalla lista “Arcipelago Massa”. Le altre tre liste invece hanno proposto previsioni molto, molto più magre. Obiettivo Massa, la lista dell’eventuale vice di Menchini, Stefano Caruso, mette a bilancio 300 euro soltanto. Alla voce “spese energetiche”. E 500 euro a testa per le liste “Ascoltare per fare” e “Siamo Massa”.
Secondo posto nella classifica di chi spende di più per Volpi. Qui, per arrivare ai complessivi 35.960 euro, la parte del leone la fanno due liste. Il Pd, l’unica con dietro una forma partito compiuta e strutturata a livello nazionale con 12.600 euro; ma ancora di più spende la lista “Volpi Sindaco”, con una previsione di 15mila euro.
Volpi di compagini che lo sostengono ne ha altre cinque. Sono “Sinistra progressista per Massa”, “Sinistra Massa città d’Europa”, “Articolo Primo”, “Uniti per la città” e “Amare Massa”. Complessivamente impegnano 7.460 euro, con nessuna che supera i 2.150.
Terzo posto per Lorenzo Pascucci con“Massa Libera”: una sola lista a supporto del candidato. Da sola prevede una spesa di 23.200 euro e tra le 24 è seconda soltanto alla già citata “Arcipelago Massa”.
Francesco Persiani è “solo” quarto con le sue cinque liste. Qui l’alleanza che prevede più formazioni politiche a diffusione nazionale (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), tre, più due liste civiche. Per un complessivo sforzo di 13550 euro, ben lontano dal duo Menchini-Volpi.
Il maggiore impegno economico lo mette in campo Fratelli d’italia, con 4.500 euro, poi la Lega con 3.500 euro e infine Forza Italia con 3.000.
È l’ultima lista però a superare la doppia cifra. La quinta, cioè il Movimento 5 Stelle della candidata Luana Mencarelli, ne mette a bilancio 4.300 euro. È l’unica lista che appoggia Mencarelli. E sono 40mila euro circa meno di Menchini. 31mila meno di Volpi.
La lista che ha un previsione di spesa più bassa di tutte è invece quella di Pierpaolo Bertilorenzi, candidato della lista “Punto Zero”. A bilancio sono previsti appena 700 euro totali. Finanziariamente, una barchetta tra gli incrociatori.
C’è da credere comunque che, a prescindere dai risvolti, se qualcuno è riuscito a battere Silvio Berlusconi negli anni del suo splendore, è evidente come non di soli soldi si alimenta il consenso popolare. Anche se una buona macchina di propaganda e la giusta quantità di quattrini sono un buon propellente per alimentare il fuoco del consenso. Vedremo se l’ordine di arrivo del 10 giugno avrà qualche punto di congiunzione con questa classifica odierna.
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