Il Tirreno

Andrea Biagioni: meno auto e più Case della Salute

Andrea Biagioni: meno auto e più Case della Salute

L’aspirante sindaco di Area 2018 spinge su un regolamento delle cave di marmo che “tuteli le montagne e garantisca ricadute economiche sulla collettività”  

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MASSA. Dieci domande ai candidati sindaci sui temi principali del “governo” della città: comincia da oggi, con Andrea Biagioni, l’ iniziativa del Tirreno in vista delle elezioni.



1)Parliamo di sanità. Il distretto sanitario di via Bassa Tambura che ospita anche la casa della Salute conta su spazi ridotti. L’amministrazione uscente ha proposto la collocazione del distretto nell’ex ospedale San Giacomo. Quale la sua proposta ? Conferma quell’ipotesi o valuta un’alternativa?

«Il tema è legato alla distribuzione sul territorio dei servizi sanitari che il Noa, con la sua realizzazione, avrebbe già dovuto trovare pronti. La Casa della Salute di via Bassa Tambura è una “toppa”; la proposta di centralizzare la sua nuova collocazione nel solo ex ospedale San Giacomo è sbagliata e, soprattutto, inadeguata alle esigenze della popolazione. Noi proponiamo più Case della Salute; diffuse sul territorio a garanzia di un servizio sanitario che si fa “vicino”, efficace ed efficiente, in grado di rendere davvero fruibile il diritto alla salute dei massesi».

2)Raccolta differenziata e porta a porta. Pensa di estendere, ridisegnarla, superarla? Illustri comunque la sua proposta in materia di rifiuti.

«Occorre praticare l’obiettivo dei “rifiuti zero” con scelte amministrative coerenti e continuative. Noi proponiamo che la raccolta differenziata “porta a porta” sia estesa a tutto il Comune; vogliamo introdurre la tariffazione che premia chi produce meno rifiuti ed incentivi per diminuire la produzione di rifiuti alla fonte; sono necessarie campagne permanenti di informazione e di formazione in città e nelle scuole sulla raccolta differenziata e sul ciclo dei rifiuti a sostegno della regola delle 3R “ridurre, riusare, riciclare”. Proponiamo il potenziamento della Ricicleria (anche individuando una sua diversa collocazione), del servizio di ritiro degli ingombranti a domicilio, di tutti i servizi di Asmiu a partire dalla pulizia, spazzamento e disinfestazione, piazze e spazi pubblici in tutto il Comune a garanzia del massimo decoro urbano».

3)Cave: manca il regolamento agri marmiferi. È tra le priorità?

«Indiscutibilmente. L’argomento però non può prescindere dalla necessaria chiarezza con la Regione Toscana e il Parco delle Apuane che, negli ultimi anni, anziché tutelare il patrimonio paesaggistico delle nostre montagne, si è fatto rappresentante di chi, sfacciatamente, pretende di ignorare il grave inquinamento delle falde acquifere dovuto alle attività estrattive e di chi, in nome del business marmo ha continuato nel saccheggio delle montagne con irrisorie ricadute economiche in favore della collettività».

4)Il teatro Guglielmi è sotto sequestro e l’autorità giudiziaria ha chiesto un nuovo certificato di prevenzione incendi. Quali saranno i primi passi della sua amministrazione per la riapertura e per l’organizzazione della stagione teatrale?

«Dobbiamo “prendere il toro per le corna” e superare, in tempi brevi, con l’autorevolezza e le prerogative proprie di una amministrazione degna di questo nome il problema della riapertura del Teatro comunale affinchè il Guglielmi ritorni ad essere uno dei centri della promozione e della crescita culturale della città, aperto tutto l’anno».

5)Decoro, arredo urbano e verde. I cittadini chiedono manutenzione e valorizzazione degli spazi verdi. Quali sono le sue proposte?

«Le competenze interne ad Area 2018 sono abbondanti vista la presenza dell’unico delegato al verde pubblico e all’arredo urbano mai avuto a Massa che ha risanato, all’epoca, moltissime storture e inadeguatezze di cui la città si avvale tutt’ora. Gli spazi verdi, intesi come Parchi pubblici, devono aprire un confronto aperto con le associazioni. Dal 2008 ad oggi abbiamo avuto soluzioni e inadeguate. Esempio: un parco pubblico che andrebbe “istituzionalizzato” riservandogli un apposito capitolo di bilancio è il parco cosiddetto “del Wwf. Illogico che una attrazione così importante sia ancora annoverata tra i parchi pubblici in modo generico. Tutti gli altri parchi e gli spazi verdi comunali come quelli del Monte di Pasta o dell’Ugo Pisa devono trasformarsi in luoghi di incontro e socializzazione, del relax e dell’intrattenimento didattico e ludico-motorio.

6)Tutti dicono che bisogna fare crescere il turismo e “allungare” la stagione balneare. Come pensa concretamente di riuscirci?

«Non solo mare. Vogliamo che Massa diventi “l’ombelico del mondo”. Serve destagionalizzare esaltando le aree paesaggistiche e storico-culturali della nostra città in sinergia con gli altri territori apuani. Serve una politica di marketing territoriale che favorisca e faccia conoscere i tanti turismi del nostro comprensorio. Serve un Tavolo permanente composto dagli operatori, dall’amministrazione, dalle organizzazioni sindacali e dal sistema del credito che, oltre a monitorare le diverse attività, sappia definire una check list per le buone pratiche pubbliche e private sul turismo e valide per l’intero territorio, con adeguati finanziamenti. Un Tavolo che si occupi di turismo in maniera multidisciplinare. Puntando su qualità dell’ambiente, promozione territoriale, implementazione dell’offerta ricettiva, recupero delle colonie, riqualificazione alberghiera, B&B, agriturismi, dimore d’epoca e campeggi. Servono il potenziamento del trasporto pubblico, più decoro urbano e raccolta porta a porta».

7)Ha un piano per fare sì che Massa contribuisca nel suo piccolo a ridurre le emissioni di Co2? Ce lo può sintetizzare? E, in proposito, ha un’idea di come incentivare il trasporto pubblico e ridurre il traffico su gomma?

«Noi siamo favorevoli all’utilizzo “spinto” di energia da fonti rinnovabili sia sugli immobili pubblici che nel privato. Proponiamo la realizzazione di impianti di mini e micro idroelettrico sfruttando i corsi d’acqua del territorio che permetterebbero di alimentare, in economia, gli impianti di illuminazione pubblica. È poi necessario ottimizzare, rendendolo fruibile e puntuale, il trasporto pubblico disincentivando l’uso delle auto. Proponiamo inoltre la realizzazione nell’ex Ospedale San Giacomo della “Cittadella dell’Istruzione” liberando così il centro urbano dal caotico traffico veicolare che si registra ogni giorno all’apertura ed alla chiusura delle scuole».

8)Il castello Malaspina: quali progetti per valorizzarlo e sfruttarne le potenzialità tutto l’anno?

«Abbiamo deciso di inserirlo nel logo di Area 2018 perché è il simbolo di Massa. Della sua forza e della sua bellezza. Vogliamo trasformarlo in luogo di produzione e promozione culturale e in una reale attrattiva turistica garantendone l’apertura per tutto l’anno. Arte, musica, teatro, eventi, enogastronomia d’eccellenza; un luogo da aprire al mondo della scuola e dell’università; il luogo della nostra storia e delle nostre tradizioni da inserire nel meraviglioso contesto del centro storico e riflettendo su quali siano i sistemi più idonei per raggiungerlo con facilità».

9)Erosione, un problema chiave, come pensa di farsi valere in Regione?

«Servono un progetto e un lavoro di documentazione da fornire al triplice canale: Regione, Ministero e Comunità Europea per il reperimento delle risorse necessarie alla soluzione di questo annoso ed irrisolto problema. L’erosione è causata dalla deviazione di correnti da parte del porto di Carrara. Ne proponiamo la demolizione? Dopo anni di tentativi e di progetti falliti è necessario capitalizzare gli errori commessi per non ripeterli e ricanalizzare gli studi di fattibilità e quelle idee progettuali all’avanguardia in grado di dare una risposta definitiva al problema dell’erosione della costa».

10)Le bonifiche procedono a rilento, come pensa di riuscire a dare un’accelerata?

«Le risorse, circa 21 milioni di euro, ci sono. Ma dopo anni di colpevoli ritardi per realizzare le necessarie bonifiche del nostro territorio e renderlo attrattivo per nuovi investimenti serve una mappatura esatta dello stato e della distribuzione delle aree inquinate; una mappatura esatta delle aree attualmente non utilizzate e la progettazione di un intervento definitivamente risolutivo. Non è più il tempo dei pregiudizi sulle colorazioni politiche e delle guerre di competenza, è l’epoca dell’operatività».

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