Il presidio
Operai in corteo contro i licenziamenti
Tentativo di saldare le varie lotte: da Rational al Pignone fino ai lavoratori del Bistrot. Il 31 maggio si decide su 65 posti
MASSA . In lotta contro il tempo, contro 65 procedure di licenziamento che il 31 maggio minacciano di lasciare a casa altrettanti operai dell’indotto Pignone. Dalle fila di quelli presenti alla manifestazione di ieri, si alza il secco “no” di un fronte comune che non ha alcuna intenzione di mollare la presa: la gola è secca ma i polmoni sono pieni di ossigeno.
E le parole non mancano: sono quelle degli operai delle fabbriche che ancora resistono nella zona industriale di Massa. A far parte del fronte comune ci sono gli ex operai della Rational di via Catagnina, da un anno in strada con azioni di protesta e manifestazioni, finché c'è fiato, finché c'è speranza.
Ci sono quelli della ex Eaton, protagonisti di uno degli smantellamenti più dolorosi degli ultimi anni visto in terra Apuana. Ci sono gli operai Sanac, Nca e del bistrot del Carrefour, uniti dalla solidarietà nei confronti degli operai dell'indotto del Pignone. La Fc Imballaggi, una delle due ditte in sub appalto ad annunciare i licenziamenti, qualche settimana fa, ha dichiarato un esubero di 13 posti di lavoro; la Vivaldi Cardino, ne ha buttati nero su bianco 52. “Oggi a noi, domani?” si legge in uno striscione.
Domani, probabilmente, potrebbe succedere a tutti noi, hanno pensato quelli che alla manifestazione hanno deciso di partecipare. Centocinquanta le persone presenti che chiedono posti di lavoro «utili e dignitosi», legittimamente, d'altronde, perché se non è il lavoro a ridare dignità, cosa potrebbe farlo?
«Per noi lavoratori non arriveranno risposte dall'alto» – grida ad un megafono Rinaldo Valenti, ex operaio Rational. «Stiamo preparando un piano industriale da sottoporre alle istituzioni perché servono risposte dai lavoratori. Questa manifestazione serve a dare forza alla nostra vertenza, nonostante il documento presentato in consiglio comunale noi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ma siamo in piazza anche perché in questa città ci sono 16 mila disoccupati. Le fabbriche continuano a chiudere, serve un fronte comune. Un fronte comune di lotta».
La manifestazione, organizzata da ex operai Rational, Eaton e disoccupati, è partita dai cancelli del Nuovo Pignone alle 17.30 per giungere nell'ex sede Rational.
In corteo anche i lavoratori che si apprestano ad iniziare la stagione estiva sul litorale: «In questo periodo – è intervenuto Elia Buffa della Casa Rossa Occupata - un esercito di disoccupati porta in stampa centinaia di curriculum per fare la stagione estiva. Lavoriamo in cucina, ogni tanto si legge che è successo un infortunio. Ma dopo 12-15 ore al giorno di lavoro, quello non si può definire un infortunio».
In ultima fila anche le famiglie dei 65 lavoratori a rischio, i bambini sventolano bandiere rosse, si guardano intorno perplessi. Forse un giorno capiranno che cosa stava accadendo attorno a loro. In segno di solidarietà sono scesi in piazza i militanti del partito dei Carc e della Casa Rossa.
E il candidato sindaco di Potere al Popolo, Nicola Cavazzuti, il candidato sindaco di Area 2018 Andrea Biagioni, il candidato sindaco del Partito Comunista, Marco Bondielli e il deputato alla Camera del Movimento Cinque Stelle, Riccardo Ricciardi.
In lotta contro il tempo per invertire la rotta e rientrare, come auspicato nei giorni scorsi dai sindacati, almeno in parte di qualche esubero e la difesa del lavoro.
La trattativa è in corso, la scadenza fissata è il 31 maggio. Prima di quella data tutto può essere ancora riscritto. Serve fiato, speranza e voglia di lottare.
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