Il Tirreno

Turismo e lavoro le priorità dei 10 candidati

di Libero Red Dolce

Sala gremita al teatro dei Servi per il dibattito Persiani e Menchini all’attacco di Volpi

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MASSA. I fioretti ora vanno nel fodero, la campagna elettorale entra nella fase del corpo a corpo senza troppi complimenti. Sarà che il 10 giugno è dietro l’angolo, saranno i quasi trenta gradi pomeridiani, ma l’incontro dei dieci candidati sindaco al teatro dei Servi di ieri ha messo a nudo i nervi tesi di una campagna elettorale in bilico.

Tutti presenti i candidati all’incontro organizzato dal Rotaract e moderato da Irene Perfetti. Sala piena, restano i posti in piedi. Due minuti a testa, uno di replica in caso di attacco - e quante polemiche su questo - e cinque domande, o meglio punti, da sviluppare. Una formula difficile da gestire, i temi sono ampi e tanta la carne al fuoco. Primo atto da sindaco, ambiente, disoccupazione giovanile, sicurezza e turismo.

Il primo atto da sindaco. Si procede a estrazione, il primo nome è quello di Andrea Biagioni. Per il candidato di Area 2018 si deve partire da «un assessorato ai giovani, con un ufficio innovativo delle start up. Così si crea un rapporto tra generazioni in questa città».Per Pierpaolo Bertilorenzi, lista Punto Zero, invece l’approccio è pragmatico: «ripulire la città, fare tappare le buche e pulire le aiutole. Perché la città riparta dal turismo». Il primo a parlare per le liste di sinistra è Nicola Cavazzuti che invita tutti a partire dalla Costituzione e annuncia che in caso di vittoria chiederà «una delega al consiglio per andare a rivedere Gaia e le bollette troppo alte. La partita è sull’acqua pubblica».

Schierati in semicerchio, il microfono passa al candidato che siede all’estrema destra. L’avvocato Francesco Persiani, espressione dell’alleanza di centro destra, fa una partenza muscolare. È il primo ad alzarsi in piedi per rispondere. «Ci occuperemo di decoro, di pulire la città e di attaccare la prostituzione sul lungomare, altrimenti il turismo ce lo sogniamo. Non possiamo stare fermi come fatto finora da questa amministrazione».

È il primo segnale. Persiani fa la gara, e il dibattito, sul sindaco uscente Alessandro Volpi. Lo stuzzica, lo chiama in causa, scuote la testa quando parla. Lo sceglie come avversario e non lo nasconde.

Accanto a lui c’è Sergio Menchini, sostenuto da quattro liste civiche, più diplomatico ma altrettanto critico. Si distingue da altri immaginando come primo intervento quello «sulla casa della salute. Per noi è importante il metodo: individuare i problemi e intervenire». Poi è il turno del candidato di Massa Libera, Lorenzo Pascucci. Fa ironia: «Manca la pace del mondo e abbiamo detto tutto». Poi fa la sua proposta: «Assessorato alle piccole cose, vicino ai cittadini».

Volpi ha la continuità da difendere. «Avvieremo i cantieri messi in essere, poi occhi puntati su bonifica della falda e il recupero di palazzo Bourdillon». La candidata 5 stelle Luana Mencarelli invece immagina «il riordinamento della macchina comunale e l’istituzione di un assessorato a sicurezza e decoro».

Tra gli ultimi a parlare Lorenzo Bondielli, Partito comunista, che spiega di voler governare «evitando i vincoli del patto di stabilità. Da qui nasce l’esigenza di privatizzare». Conclude, sull’estremo ideologico opposto, Francesco Mangiaracina di Tutto per Massa. Per lui «priorità al sociale, subito un nuovo bando per gli alloggi popolari e due punti in più agli italiani nelle graduatorie».

Turismo, zona industriale e disoccupazione. Il dibattito va avanti per due ore, 5 domande ciascuno per 50 risposte totali. Impossibile riportarle tutte, emergono però delle tendenze. Comune ad esempio l’idea di destagionalizzare i flussi turistici, oltre i mesi estivi. Per Cavazzuti servirebbe una sinergia «mare montagna, che valorizzi i turismi», Menchini invece cerca Volpi sul porto: «C’è bisogno di una posizione netta, altrimenti inutile parlare di lotta all’erosione».Il sindaco gli risponde calando la testa lontano dal microfono: «Sì, sì, ma siamo d’accordo».

Chiaro che il bersaglio grosso è proprio il sindaco. Come spiega Pascucci a uno spettatore che s’indigna perché al sindaco non si concede replica quando l’amministrazione è attaccata: «Siamo qui perché critici verso l’amministrazione, altrimenti non ci saremmo candidati».

E c’è da dire che Volpi ci sta, tiene il punto e argomenta. Persiani affonda due volte sui temi: «I numeri del turismo sono tremendi, fatturato basso e villa Cuturi, di cui fanno vanto, è aperta tre ore sole al mattino. I numeri buoni del 2017 sono merito di una stagione ottima in tutta Italia, non certo di questa amministrazione».

Gioca in casa, il pubblico gli riserva sempre gli applausi più convinti. C’è da dire che anche gli altri interventi sono applauditi. Mencarelli, con il metodo tipico del Movimento 5 Stelle, si rifà agli atti e rimarca l’importanza della preparazione. «Il depuratore per il Lavello costerà 4 milioni di euro l’anno, non è indicato come verrà finanziato. Temiamo che sia realizzato e poi lasciato a se stesso».

E se c’è chi come Volpi, Cavazzuti e Bondielli crede nel rilancio della zona industriale, altri, come Pascucci, sono più critici: «Il turismo è la nostra vera industria». Mencarelli concorda: «L’industria non tornerà, puntiamo su green economy ed economica circolare».



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