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Da vittime a coltivatrici. Grazie a “Dafne”
Il progetto del Centro antiviolenza per ridare autonomia a una quindicina di donne in difficoltà
CARRARA. Da vittime di violenza o disagio sociale a donne coltivatrici e produttrici: tutte in cammino verso l'autonomia fisica, mentale ma soprattutto economica. Questa in sintesi la filosofia del progetto "Dafne. Donne in cammino per l’autonomia", l'iniziativa promossa dal Centro antiviolenza di Carrara, che si è aggiudicato i due finanziamenti assegnati da fondazione Marcegaglia (17.985 euro) e Regione Toscana 11.800 euro).
In tutto una quindicina di donne, tra italiane e straniere, che nei prossimi mesi si occuperanno di piantare e coltivare uva, ma anche di curare e raccogliere olive. Il tutto nell'ottica di dar vita ad una cooperativa sociale, che faccia produzione e si inserisca sul mercato. Questo progetto, infatti, oltre alla parte formativa: centoventi ore di lezioni teoriche sui temi dell’orticultura e della floricoltura, l’apprendimento delle norme sulla sicurezza sui posti di lavoro, il conseguimento dell’attestato Haccp e del patentino per l’utilizzo dei fitosanitari, prevede anche una parte pratica. A fornire le terre da coltivare due privati: una vigna di 1700 metri quadrati a Bonascola con cinquecento piantine da far crescere (zona del Candia), un uliveto con circa 110 piante a Fossola, e il comune di Carrara, che ha dato in gestione alle donne di Dafne, gli ulivi della Padula. Oltre al Cif (capofila del progetto), partecipano il comune di Carrara, quello di Montignoso, l'associazione Sabine, Opus Vitis che si occupa della cultura e delle produzioni agro-alimentari e agricole locali, la fondazione Marcegaglia e l'Aspic - couseling e cultura di Modena. Nello specifico il programma prevede due percorsi (già iniziati a febbraio), il primo è il corso di formazione destinato alle donne vittime di violenza o, comunque, marginalizzate dalla società (segnalate dal centro antiviolenza, dai centri per l’impiego o dai servizi sociali); il secondo, invece, è dedicato alle operatrici dei centri antiviolenza di Carrara e Montignoso, per aiutarle nell'acquisire tecniche efficaci per l'inserimento nelle "allieve" nel mondo del lavoro. Questa seconda parte si svolgerà tra Camera di commercio, Cna e altri enti che si occupano di questa materia.
Di questo ed altro i è parlato durante la conferenza stampa nella biblioteca civica di piazza Gramsci. C'erano la presidentessa del Cif Carrara, Francesca Menconi, l'assessore al sociale Anna Galleni, Giacomo Bugliani consigliere regionale Pd, l'assessore al sociale di Montignoso Giorgia Podestà e la dirigente di area 2 Nadia Bellè; Chiara Luisini segretaria generale della fondazione Marcegaglia, Manuela Baiocchetti, docente e supervisore presso Aspic di Modena, Giovanni Mattei, il presidente di Opus Vitis, e Maria Giovanna Del Freo dell'associazione Sabine di Montignoso. Tutti i relatori hanno sottolineato l'importanza del progetto a livello di riscatto emotivo e sociale, la riuscita dello stesso grazie alle sinergie messe in campo, e l'importanza del lavoro come simbolo di autonomia.
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