Il Tirreno

Niente scatti per due medici L’Usl dovrà risarcirli

di Libero Red Dolce
Niente scatti per due medici L’Usl dovrà risarcirli

Bloccate per anni le “indennità di esclusività” dovute a chi rinuncia a incarichi fuori extra-moenia. L’azienda pagherà 19mila e 13mila euro ciascuno

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MASSA. Due medici, un anestesista e un’immunologa hanno vinto una causa di lavoro con la Usl Toscana Nord Ovest per una serie di scatti dovuti sullo stipendio e che l’azienda non aveva mai accordato.

Rivendicavano, i due dottori, alcune differenze retributive a titolo di indennità di esclusività. Si tratta in pratica di dirigenti medici in regime di esclusività, che pertanto non possono svolgere la loro attività, anche come liberi professionisti, se non all’interno delle strutture sanitarie mediche pubbliche, ospedaliere o meno, senza possibilità di poter svolgere il loro ruolo al di fuori di queste.

Come compensazione a questo tipo di impegno è prevista un’indennità di esclusività che per la carriera de medici pubblici in questo regime prevede una serie di valutazioni progressive che, se dovessero dare esito positivo, collegate all’aumento in misura crescente dell’indennità di esclusività riconosciuta.

In pratica i medici che superano una serie di criteri di valutazioni, non connessi semplicemente agli scatti di anzianità, si vedono crescere la loro indennità in relazione alle valutazioni superate. Quelle stesse che l’Usl Toscana Nord Ovest, allora semplicemente Usl n.1 di Massa-Carrara, aveva negato andassero pagate ai due medici. E che infatti aveva bloccato per diversi mesi dalla loro assunzione.

L’azienda invece ha optato per il blocco degli stipendi nel settore pubblico, come previsto dalla legge del 2010 voluta dall’allora ministro Renato Brunetta. In realtà, come stabilito anche dal giudice, l’indennità di esclusività invece non è compresa da quella legge, che infatti non contemplava gli adeguamenti retributivi dovuti alle progressioni di carriera dei pubblici dipendenti, ma solo gli aumenti, o adeguamenti, automatici delle retribuzioni dei pubblici dipendenti legati alla sola decorrenza del rapporto di lavoro, e quindi al progredire della semplice anzianità di servizio. E in base a questa convinzione ha ritardato per anni la valutazione dei due medici in questione.

E il giudice Augusto Lama nella sentenza scrive che «tutti questi adempimenti contrattuali collettivi sono stati colpevolmente ritardati dall’Azienda sanitaria resistente sino all’anno 2014».

Così la sentenza ha stabilito che per entrambi i medici l’Usl Toscana Nord Ovest a rifondere con 19mila euro l’immunologa e con 13mila euro il medico anestesista, accogliendo in toto il ricorso dei due contro l’azienda.

Che inoltre è stata condannata al pagamento delle spese legali sostenute dai medici per affrontare la causa.

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