Il Tirreno

«Sfruttare i torrenti per l’energia»

«Sfruttare i torrenti per l’energia»

Biagioni (Area 2018) sull’ambiente: e sulle cave serve il regolamento degli agri

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MASSA. Andrea Biagioni, candidato a sindaco per Area 2018, interviene sull’ambiente in tutte le sue declinazioni: acqua, escavazione, energia rinnovabile, rifiuti.

«Il sistema ambiente - chiarisce in una nota - deve diventare funzionale al benessere generale e una opportunità di promozione territoriale. L’acqua è un bene comune. Dobbiamo ripensare i suoi modelli di gestione, favorendo la pubblicizzazione delle reti e dei sistemi di gestione...Il dissesto idrogeologico provocato da troppe mutazioni, sia urbanistiche che comportamentali, richiede una profonda revisione delle scelte amministrative adottate. È inaccettabile che un ente locale non si ponga, insieme a quello dei “rifiuti zero”, questo problema».

Poi uno sguardo alle concessioni: «Il Comune deve garantire ai cittadini il diritto all’accesso al mare e alle spiagge libere consentendo agli imprenditori virtuosi di lavorare dentro un quadro di certezze che premi chi punta sulla qualità e la sostenibilità anche attraverso la rivisitazione dei canoni di concessione». E sull’energia: «Il sistema diffuso di produzione di energia da fonti rinnovabili permette di ottemperare al diktat della Comunità Europea della riduzione dell’immissione di CO2 in atmosfera del 20% almeno entro il 2020. In questo quadro i torrenti e i fiumi, presenti nella nostra valle, possono diventare una importante fonte di produzione di energia pulita». Poi il candidato fa il punto sul tema cave ed escavazioni: «Serve un confronto e uno sforzo per raggiungere accordi percorribili ed impedire che le falde montane si trovino in condizioni di asfissia. Il Comune deve dotarsi di un Regolamento degli Agri Marmiferi all’avanguardia che contrasti il “saccheggio” indiscriminato delle montagne non solo per ottenere maggiori “entrate” nelle casse dell’amministrazione da reinvestire a tutela del territorio, ma anche per dare maggior valore al materiale prelevato. È poi necessario - conclude Biagioni - ricostituire le aree di esondazione naturale ripristinandole e trasformandole in sistemi controllabili e controllati nonché fruibili anche per fini didattico-naturalistico attraverso il coinvolgimento delle scuole».



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