Il Tirreno

un siluro contro verve 

I Grig: «Non toccate le ex colonie sono beni culturali»

MASSA. “Non rovinate le ex colonie. Sono strutture di grande valore architettonico e storico che non deve essere alterato”. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus Grig si mette...

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MASSA. “Non rovinate le ex colonie. Sono strutture di grande valore architettonico e storico che non deve essere alterato”. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus Grig si mette “di traverso” ai progetti di ristrutturazione a fini di rilancio turistico delle ex colonie – in particolare della Torre Fiat – inoltrando al Ministero per i Beni e Attività Culturali (Ministro e Direzione generale per l’Arte e l’Architettura contemporanee), al Segretariato per la Toscana per i Beni Culturali e il Paesaggio, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lucca, alla Regione Toscana e al Comune di Massa una istanza finalizzata alla dichiarazione di “bene culturale” della Colonia Fiat e della Colonia Olivetti, le due strutture del sistema delle colonie di Marina di Massa in migliore stato e a maggior rischio di trasformazione. Per Verve e gruppo Bogazzi-Conti, proprietari, rispettivamente di Fiat e Olivetti, un nuovo ostacolo. Dopo il via libera al recupero inserito nel Regolamento urbanistico, ecco l’altolà degli ambientalisti.

Spiega Stefano Deliperi pr i Grig: «Le colonie marine comprese fra Marina di Massa e il Torrente Lavello, che segna il confine tra i Comuni di Massa e di Carrara, costituiscono un sistema di grande valore architettonico inserito in un contesto paesaggistico pregevole.

Lungo circa due chilometri di costa, l’area si caratterizza per la presenza di una successione di grandi complessi edilizi, originariamente il sistema delle Colonie.

Le prime sono state insediate nei primi decenni del XX secolo (per esempio la Colonia Ugo Pisa nel 1913), ma è a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso che il regime fascista favorisce in maniera sistematica la localizzazione di nuove colonie marine su questa parte del litorale (che insieme a Calambrone rappresenta il sito preferenziale di insediamento delle colonie del ventennio fascista sul litorale tirrenico).

In quegli anni vengono costruite alcuni grandi complessi come la Colonia Motta-Edison, la Colonia Fiat e la Colonia XXVIII Ottobre (poi denominata Colonia Torino). Questi edifici sono tutti firmati da noti professionisti come l’ingegnere Achille Binda che progetta la Colonia Motta), l’ingegnere Vittorio Bonadè Bottino (aveva collaborato al progetto del Lingotto), l’architetto Ettore Sottsass senior».

Secondo il vecchio Piano regolatore del 1980, questi edifici sono a destinazione “colonia”. Ma le modifiche al Regolamento Urbanistico del Comune in corso di definitiva approvazione, potranno cambiare destinazione e trasformarsi in alberghi, residenze e servizi.

Cosa a cui i Grig si oppongono: «In particolare – scrivono – risulta a rischio la pregevole e originale struttura della Colonia Fiat, nella quale la società immobiliare titolare (la Verve) vorrebbe effettuare incisive modifiche edilizie».



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