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Guerra delle cave: Giorgio Turba denuncia la Leverotti

Guerra delle cave: Giorgio Turba denuncia la Leverotti

L’imprenditore accusa la docente di calunnia e minacce per le sue iniziative contro le attività estrattive nel parco

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MASSA. La battaglia delle cave si sposta in tribunale e lo scontro fra Giorgio Turba, imprenditore del marmo – nonchè patron della Massese Calcio – e la professoressa Franca Leverotti, ambientalista dei Grig e semper in prima fila nelle campagne in difesa delle Apuane, finisce davanti al gup. Per un match in cui Turba veste i panni della parte offesa e la Leverotti quella della accusata; e che e per adesso è ancora senza vinti nè vincitori.

L’imprenditore ha denunciato la docente-ambientalista per calunnia, diffamazione e per minacce a pubblico ufficiale. Sostenendo, cioè, che la Leverotti gli avrebbe rivolto delle accuse che lei già sapeva che erano false. Non solo: avrebbe pure esercitato una forma di minaccia sui funzionari a cui si era rivolta nel denunciare le presunte irregolarità delle attività di cava del Turba, cercando di spingerlia compiere atti contrari ai doveri d’ufficio. Alessia Iacopini, la sostituto procuratore che aveva avviato le indagini sulla base della denuncia, aveva chiesto l’archiviazione. Ma Turba, attraverso i suoi legali, si è opposto. La “palla” è così passata al giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci.

Ieri mattina c’è stata l’udienza. La pm Iacopini ha ripetuto le ragioni per cui ha chiesto l’archiviazione, posizione a cui si è associata l’avvocata Francesca Gaggi, che difende la professoressa. L’avvocata Serena De Angelis che rappresentava l’imprenditore in sostituzione dell’avvocato Luca Giaconi, ha invece chiesto, almeno un supplemento delle indagini, chiedendo fra l’altro di ascoltare come testimoni i funzionari pubblici (di Regione, Parco Apuane, Comune ecc.) a cui la Leverotti aveva denunciato la asserita irregolarità delle cave del Turba. Al termine, il Gup si è riservato di decidere.

«La cosa più incredibile di questa vicenda – commenta la prof. Leverotti – è che tutto è partito quando qualcuno, ignoto, ha recapitato a Turba, in una busta anonima, le copie di tutte le e mail che avevo inviato a svariati enti pubblici per sapere se le cave Valsora e Cava Romana di Turba fossero autorizzate o se violassero lenorme paesaggistiche e della Regione svolgendosi all’interno del Parco delle Apuane». Ma chi ha inviato quella busta? «Io davveri non lo so, arrivo a ipotizzare che qualcuno sia entrato nel mio computer», dice la Leverotti. Insomma, c’è anche del giallo in questa vicenda.

Claudio Figaia

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