Il Tirreno

Bistrot in crisi, dieci posti a rischio

Bistrot in crisi, dieci posti a rischio

Autogrill annuncia esuberi e trasferimenti del personale, proteste e sit-in dei lavoratori dell’ex Spizzico al Carrefour

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Dieci posti di lavoro a rischio, 240 ore di esubero all’interno del Bistrot, ristorante della catena Autogrill, che si trova dentro il centro commerciale Maremonti. È l’ennesima vertenza che si sta aprendo sul territorio di Massa. Ieri, per tutto il giorno, il punto ristoro Bistrot è rimasto chiuso e i lavoratori in sit in davanti alla saracinesca abbassata, supportati da Cgil, Cisl e Uil: "Noi siamo al loro fianco" dicono i segretari, ma la situazione è complicata.
Autogrill è stata chiara: 240 ore di esubero, che possono essere smaltite altrove, con trasferimenti di personale dove c’è più bisogno, al momento, pare, a Firenze S. Maria Novella, nel punto ristoro della stazione. "Due strade- ha detto la societàl ai sindacati, durante l’incontro del 17 maggio scorso- : o i trasferimenti, o l’uscita volontaria con incentivo" ancora da quantizzare però.
«240 ore sono dieci teste lavorative part time- spiega Antonella Ghilardi, funzionaria della Filcams Cgil di Massa Carrara-; dieci persone che non potranno mai spostarsi a 150 Km di distanza, perché andrebbero a perderci, invece che a guadagnarci. Per questo noi pensiamo che siano licenziamenti mascherati da trasferimenti, perché i nostri lavoratori saranno costretti a rinunciare a quel posto di lavoro».
«È incomprensibile- aggiunge Angelo Lieti della Uil Tucs- come non si siano cercate soluzioni alternative, ad esempio contratti di solidarietà tra colleghi, oppure trasferimenti più vicini a Massa, come gli Autogrill Magra est e Magra Ovest, o quello di Versilia, per non parlare di proposte diverse per aumentare gli incassi, che sono il grande problema di questo Bistrot».
«I nostri delegati Cisl nel punto ristoro della stazione di Firenze- dice Manuela Nani, responsabile Fisascat Cisl- sostengono che non ci sia bisogno di personale neanche lì. Dunque a che gioco giochiamo? Siamo sicuri che Autogrill non voglia aprire una procedura nazionale, che sarebbe dispendiosa e lunga, però al momento non ci ha ancora incontrati per discutere».
Al Bistrot lavorano 40 persone, di cui 35 donne, tutti lavoratori giovani, 10 full time e il resto part time. Il Bistrot ha preso il posto di Spizzico, la pizzeria presente in tutti gli Autogrill, sia quelli cittadini che autostradali. Per decisione della società, Spizzico chiuse l’estate del 2017 e fu sostituito da Bistrot, che aprì il 7 luglio scorso. Cambiò tutto: la formula, la filosofia, i pasti, i costi: più qualità, più varietà, niente pizza, meno posti a sedere, un ristorante meno "mordi e fuggi", più caro. Dopo neanche un anno la crisi: incassi giù, poca gente seduta ai tavoli e persino gli stessi lavoratori costretti dai prezzi esosi a mangiare dentro un altro punto ristoro del centro commerciale.
A gennaio 2018 le ore di esubero furono calcolate da Autogrill Spa in 200; ci furono subito dei cambiamenti, due persone uscirono volontariamente dall’azienda e tre furono trasferite nel punto ristoro di Versilia. I sindacati pensarono di aver superato l’emergenza, ma la società, pochi giorni fa, ha comunicato che le ore di esubero sono addirittura aumentate, 240 appunto, nonostante le misure prese ad inizio anno. «Ogni giorno- si sfoga il segretario generale Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani- ci prospettano tagli di lavoratori a decine. È un territorio martoriato, che sta pagando un prezzo altissimo. Noi non ci stiamo. Combatteremo perché questa terra si risollevi».

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