Il Tirreno

Quattro proposte per la nuova vita dell’ex Cjmeco

di Gianluca Uberti
Quattro proposte per la nuova vita dell’ex Cjmeco

C’è l’ipotesi di realizzare un impianto di trattamento rifiuti Valettini fissa i paletti: «Rispetto dell’ambiente e lavoro»

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AULLA. Come avevamo anticipato pochi giorni fa su Il Tirreno, c'è anche la realizzazione di un impianto industriale per il trattamento dei rifiuti e la digestione anaerobica ad alta efficienza per la produzione di biometano fra le quattro proposte di riuso presentate, di natura non progettuale, per il recupero dell'area della Colombera, alle porte della frazione aullese di Pallerone, dove insiste la discarica ex Cjmeco, autentico monumento all'inciviltà umana con le sue 50mila tonnellate di rifiuti. Una prospettiva che potrebbe non essere presa molto bene da quelle parti, dove hanno manifestato, per anni, proprio contro la ex Cjmeco.

E dove, essendo l'area nel Comune di Aulla, non si sono mai sopiti i timori di qualcuno a cui viene l'orticaria al solo pensiero che vi possa essere delocalizzata la ditta Costa da Albiano Magra, nuovamente nell'occhio del ciclone a seguito dell'ultimo rogo, il quarto in meno di 31 mesi.

Ma su questo il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, interpellato in proposito, era stato perentorio nell'escludere anche soltanto l'ipotesi che la ditta Costa possa essere delocalizzata a Pallerone.

Naturalmente, non c'è soltanto la proposta di insediamento industriale di cui sopra per il recupero dell'area della Colombera, ma questa è solo una delle quattro emerse dalla consultazione pubblica con cui stati raccolti online, sui siti web dell'Agenzia del Demanio e del Comune di Aulla, idee e suggerimenti per il recupero dell'area. Le altre tre riguardano attività di carattere ricreativo, collegate alla cultura e allo sport, e di natura tecnologica.

Eccole nel dettaglio: recupero degli edifici del compendio per la realizzazione di un data center per la Pubblica Amministrazione e di un private global datacenter; realizzazione di un atelier d’arte di pittura e scultura, con sede di associazioni culturali; sviluppo di attività ricreative e sportive con relativi servizi.

Il primo cittadino aullese è andato a vedere le carte venerdì scorso, quando si è recato a Firenze, alla sede dell'Agenzia del Demanio, in modo da capire «che cosa si vuole fare dell'area dal punto di vista ambientale, per comprendere quale potrebbe essere la ricaduta occupazionale e quanta superficie verrà realmente interessata dai progetti, attenendoci a due principi: tutela dell'ambiente e ricadute occupazionali dei progetti».

Nell'occasione, però, i progetti illustrati sono stati soltanto tre, poiché quello relativo alle attività ricreative e sportive verrà presentato in seguito. Valettini esprime, fin da subito, molta cautela sulla realizzazione di un impianto industriale per il trattamento dei rifiuti e la digestione anaerobica ad alta efficienza per la produzione di biometano, sottolineando di avere manifestato «una certa critica e preoccupazione, visto che non vogliamo un altro nervo scoperto sul territorio», mentre taglia corto sull'atelier d’arte di pittura e scultura, nella convinzione che non sia adatto alle esigenze del territorio.

«Inoltre, ho chiesto al Demanio che produca, entro 30 giorni, approfondimenti applicativi sui tempi, i percorsi e i costi di ciascun progetto, che il Comune di Aulla poi valuterà» aggiunge Valettini, il quale era accompagnato dalla capogruppo consiliare di opposizione di "Idee in Comune", Maria Grazia Lombardi.

Quest'ultima, invitata da Valettini stesso ad essere presente venerdì scorso, ha affidato ad un lungo post su Facebook il proprio commento, precisando che il rappresentante della società privata che intende realizzare un impianto industriale per il trattamento dei rifiuti e la digestione anaerobica ad alta efficienza per la produzione di biometano «conosce il sito, perché aveva già avuto rapporti con la ditta Cjmeco. Gli altri due soggetti interessati sono del nostro territorio, conoscono perfettamente il pregresso delle infelici, ma non ingenue scelte operate dai sindaci Barani e Simoncini in tema di rifiuti (Cjmeco e Costa), per questo l’intento dei loro progetti, è di tutelare il nostro e loro territorio, pur offrendo sviluppo e posti di lavoro», scrive Maria Grazia Lombardi.

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