Il Tirreno

la vicenda della pinza dimenticata 

Morte di Miniati, il caso non è chiuso

MASSA. Non è finita la vicenda legata al caso delle pinze dimenticate nell’addome dopo l’intervento chirurgico. Per quell’episodio, il procedimento penale vedeva imputat i medici Mirco Lombardi,...

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MASSA. Non è finita la vicenda legata al caso delle pinze dimenticate nell’addome dopo l’intervento chirurgico. Per quell’episodio, il procedimento penale vedeva imputat i medici Mirco Lombardi, Massimo D'Elia, Maurizio Durno; gli infermieri e ferristi, Donatella Giannotti, Barbara Tonelli, Francesca Ambrogi, Glenda Agostini, Serena Fruzzetti e Giovanni Cassara. Tutti escono “puliti” da questa vicenda in virtù della remissione di querela da parte dei famigliari di Miniati che avevano continuato l’azione legale dopo il decesso del loro congiunto. Le parti si sono accordate, su pressante invito del Tribunale, sul riconoscimento agli eredi di un risarcimento complessivo di 45 mila euro a tacitazione di tutti i danni relativi all’increscioso episodio della pinza, (15.000,00 versate direttamente al Miniati Stefano prima dell’apertura del processo e altri trenta direttamente alle eredi)

Ma i parenti di Stefano Miniati si riservano ora di agire per il reato di omicidio colposo nei confronti dei sanitari di Carrara che dopo l’intervento curarono il povero Stefano per una patologia oncologica nei mesi precedenti al suo decesso. Procedimento in fase di indagine di cui ancora non si hanno notizie. Per errore avevamo indicato i sanitari dell’ospedale di Pisa come responsabili del decesso, quando invece, essi hanno operato, dicono i familiari con grande professionalità.

Di sicuro c’è soltanto che una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Massa Carrara ha stabilito che non vi fu nesso causale tra le lesioni provocate dalla pinza e la successiva morte del paziente.



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