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Via del Sagro, il passo indietro non c’è
Il sindaco De Pasquale conferma: «Rimaniamo contrari, ma non lo abbiamo formalizzato perché per ora è tutto fermo»
di Irene Rubino
CARRARA
Il Sagro da salvare. Alle 21 di venerdì, in sala di rappresentanza del Comune, si raduna circa un centinaio di persone per assistere al confronto diretto tra Assemblea permanente e il sindaco Francesco De Pasquale. Il tema Sagro e via del Sagro è stato cavallo di battaglia dei Cinque Stelle in campagna elettorale; ma quale è lo stato dell’arte, allo scadere di quasi un anno di governo? Aprono l’incontro il videomaker ambientalista Alberto Grossi e Andrea Ribolini. Poi, a “interrogare” il primo cittadino provvede Maria Grazia Contarini.
Protocollo d’intesa tra Carrara, Fivizzano, Provincia e Parco. La prima domanda al sindaco va al cuore del problema: ipotesi via del Sagro, una camionabile nel cuore del parco delle Apuane. Il sindaco De Pasquale ribadisce il no dei pentastellati: «Il protocollo (per la realizzazione della strada ndr) è fermo – spiega – noi confermiamo la nostra contrarietà sia a quel protocollo, sia a quello che prevede. Finora non abbiamo formalizzato la nostra posizione proprio perché tutto è fermo». Quindi non c’è stato alcun atto ufficiale: se la provincia, che è capofila del progetto, dovesse sollecitare il Comune - assicura De Pasquale - allora si passerà ai fatti.
Promozione turistica Campocecina e monte Sagro. Al sindaco viene chiesto anche quali siano i progetti per lo sviluppo turistico di Campocecina e del Sagro.
«Valorizzazione in chiave turistica delle cave dismesse - è la risposta del primo cittadino - Vanno messe a sistema le tre cave vicine alla cava dei Poeti». De Pasquale fa sapere che «gli studenti di architettura del Politecnico di Milano hanno scritto le loro tesi sulle riqualificazioni di cave dismesse». Aggiunge che i progetti del Comune dovranno essere concertati col parco.
Progetti, quelli del Comune che - spiega De Pasquale - «terranno conto della necessità di tutelare questo patrimonio. Quando sarà il momento coinvolgeremo la città nelle modalità più opportune».
In tema di valorizzazione di siti naturalisti, nel corso dell’incontro l’attenzione si focalizza sul progetto di una teleferica Carrara-Campocecina. La realizzazione dell’opera era, infatti, prevista, nero su bianco, nel programma dei 5 stelle: «La funivia rappresenta - conferma il sindaco - la giusta infrastruttura per garantire l’accessibilità turistica a Campocecina e contenere l’impatto ambientale. Qualunque progetto dovrà tenere conto della tutela del paesaggio. Abbiamo preso contatti e visionato diversi progetti, ma è un’iniziativa di lungo periodo».
Smottamenti, frane e camion. Montagna e progetti per la valorizzazione, ma anche rischio idrogeologici.
Un passaggio sulle frane e sul transito dei camion da Capocecina era d’obbligo: «Sono autorizzati non più di 10 viaggi di camion al giorno - ricorda De Pasquale - Attualmente il Comune non è in possesso di alcuno studio che dimostri l’esistenza di un collegamento tra questi 10 passaggi e le criticità delle strutture e infrastrutture affacciate su quella strada».
Gli interventi del pubblico. Interviene agguerrita Claudia Bienaimè: «Abbiamo la via dei marmi, ma i camion scendono giù per la Carriona. Quel traffico crea un disagio fortissimo, e non è da escludere che passino altri mezzi. Oggi l’amministrazione dovrebbe mettere qualche punto fermo. Al vostro insediamento, ci saremmo aspettati delle prese di posizione più nette».
Le domande del pubblico vengono soppesate con molta prudenza. I presenti chiedono chiarimenti in merito all’ordinanza Zubbani che ha consentito il transito ai camion coi soli blocchi per capire se sarà modificata: «Si tratta di progetti - motiva il sindaco - che richiedono tempo e che prevedono la revoca dell’autorizzazione rilasciata dal comune di Fivizzano (dove sorgono alcune cave ndr). Poi domande anche sull’eventuale revoca delle concessioni per le cave del Sagro? «Ritirare l’ordinanza 433 del 2008 significherebbe consentire il transito anche dei camion contenenti detriti, scaglie e terre. Potremmo emanare un’ordinanza nuova, ma la cava di Boccanaglia utilizza lo stesso percorso ed è comunale, estrae poco, materiali di pregio, e ha una concessione che scadrà nel 2039. Se andassimo a un contenzioso, il Comune perderebbe e sulle cave di Fivizzano non abbiamo competenza».
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