Il presidio
Tenta di sgozzare una giovane prostituta
Massa, aggressione nella notte sul Lungomare. La ragazza è grave ma non in pericolo di vita. Fermato il presunto feritore
MASSA. Le grida strazianti della giovane squarciano la quiete di quel luogo storico, tra la villa che fu di Paola di Liegi e i bagni più esclusivi del litorale di Poveromo. Poi le sirene, i lampeggianti dei soccorritori delle le Volanti, l’accorrere di curiosi. È un episodio violento e brutale quello accaduto nella notte fra venerdì e sabato, attorno alle 22,30, sul Lungomare di Poinente a Poveromo.
Una giovane donna che passeggiava sul marciapiede, a vendere il suo corpo a qualche cliente occasionale, è stata aggredita e ferita al collo. Un attacco teso a uccidere, probabilmente: la donna si è ritrovata con la gola squarciata e il sangue che le schizzava fuori dappertutto. Ha cercato di chiedere aiuto, poi è crollata a terra. Soccorsa da un’ambulanza del 118 è stata portata all’Ospedale delle Apuane dove si trova tuttora ricoverata. La prostituta, sui vent’anni, bionda, straniera ( sarebbe originaria di un paese dell’Est Europa) in condizioni abbastanza gravi (è in prognosi riservata) ma non è in pericolo di vita.
A salvarle la vita è stato con ogni probabilità l’intervento di un bagnino, un giovane albanese che lavora al bagno Irene e che si trovava a quell’ora nello stabilimento per aspettare l’arrivo di un carico di ombrelloni. Sono stati lui e un amico ad accorrere per primi sul luogo del ferimento e a dare l’allarme.
Le ricerche dell’aggressore sono scattate immediatamente. E sembra abbiano già portato al fermo del feritore. Da parte della questura non arrivano conferme ufficiali – anzi la polizia non fornisce alcun particolare su quanto accaduto – ma si è appreso che le Volanti arrivate di gran carriera sul Lungomare hanno arrestato nel giro di poco tempo un uomo, un cinquantenne con i capelli brizzolati, straniero (ma la nazionalità non è stata chiarita), su cui si concentrano i sospetti degli inquirenti.
Secondo testimonianze raccolte dal Tirreno poco dopo l’alba una pattuglia delle Volanti della Polizia di Stato ha effettuato un sopralluogo nella zona dell’aggressione in compagnia dal presunto autore del ferimento. Stando ad una prima ricostruzione l'uomo avrebbe accompagnato gli agenti dietro a un cespuglio di vegetazione che si trova in corrispondenza del bagno Erika: il luogo dove aveva gettato (o nascosto) l'arma rudimentale ma micidiale utilizzata nel tentativo di sgozzare la prostituta: il collo di una bottiglia di vetro rotta. In pratica una specie di ammissione delle sue responsabilità. Il collo di bottiglia su cui pare fossero evidenti le tracce di sangue è stato messo sotto sequestro: un elemento importante per ricostruire l’accaduto.
Secondo altri testimoni al termine del sopralluogo le forze di polizia avrebbero richiesto all'uomo di indicare loro il luogo in cui risiede. Lì i controlli proseguiranno, anche per risalire a scoprire le cause dell’aggressione. Si tratta di capire se la furia dell’uomo si è scatenata dopo un litigio, se c’erano precedenti, se l’aggressore era un cliente della giovane oppure il suo protettore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
