Il presidio
Così nacque al fronte la cucina italiana
MASSA. Una perfetta sinergia tra scuola e territorio è quella attuata dall’Alberghiero “Minuto” di Marina di Massa, come risulta evidente dalle numerose iniziative che vedono coinvolti studenti,...
MASSA. Una perfetta sinergia tra scuola e territorio è quella attuata dall’Alberghiero “Minuto” di Marina di Massa, come risulta evidente dalle numerose iniziative che vedono coinvolti studenti, genitori, associazioni e istituzioni in tutti gli spazi della scuola. La commemorazione del centenario della Grande Guerra, affrontato da una prospettiva alimentare, è stata l’occasione per organizzare un convegno sulla vita in trincea durante il primo conflitto bellico mondiale, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini e la Società Storica per la Guerra Bianca, che si è svolto nell’Aula Magna dell’Istituto con la partecipazione del sindaco Alessandro Volpi (nella sua veste più da storico che da politico), Gianni Romanelli dell’associazione Alpini di Massa Carrara, Damiano Leonetti, autore del libro “Alpini alla Sbarra” e studioso delle vicende dei soldati toscani e delle crocerossine italiane e Nicola Mione, vicepresidente della Sezione Alpini di Feltre Gruppo M.Cauriol. Una affascinante lezione di storia del professor Francesco Petacchi, insegnante all’Istituto Alberghiero e autore di saggi e opere su questo tema, con tanto di piccolo museo di cimeli bellici allestito per l’occasione, che ha affrontato un capitolo importante del nostro passato. «Iniziative come queste, che provano a ricostruire cosa abbia rappresentato la guerra nei suoi aspetti più concreti, sia un modo intelligente per aiutare i ragazzi a capire», ha detto Volpi.
Romanelli ha parlato del Capitano di Carrara del 7^ reggimento Forfori, la Dirigente dell’Istituto Maria Ramunno spiega: «La storia del cibo è quella di un prodotto, di un metodo di preparazione, di conservazione e di distribuzione, e fa parte della nostra cultura e tradizione. Con la Grande guerra nasce la cucina italiana, grazie all’incontro dei soldati del nord abituati a cibarsi di riso, latte e burro, con quelli del sud che mangiavano olio, pasta e pomodoro». La prima guerra quindi come amalgama di culture, lingue, musiche e cibo. All’esterno dell’edificio intanto si celebrava la conclusione dei percorsi formativi portati avanti dall’Istituto, primi fra tutti i progetti “Brunch”, organizzazione di aperitivi e colazioni per personale interno e clienti esterni alla scuola, e il “Laboratorio Pasticceria”, corso rivolto anche ad alunni con disabilità, che prevede la realizzazione di prodotti dolciari e salati in collaborazione con Ose e Itp.
Il progetto “Serra” invece nasce dall’idea di recuperare il giardino della scuola quale luogo di comunicazione e integrazione e, grazie al contributo generoso della fondazione Cassa di Risparmio di Carrara».
Daniela Marzano
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