Il Tirreno

Tempi “contingentati” in consiglio

Tempi “contingentati” in consiglio

I 5 Stelle non concedono proroghe per le mozione dell’opposizione: è scontro

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Niente proroga all’opposizione: è scontro in consiglio comunale. In chiusura dello spazio previsto per le interrogazioni, il consigliere Lorenzo Lapucci (FI) non è ancora riuscito a presentare la sua mozione sull’educazione civica nelle scuole. «Un’ora e mezza di tempo è abbondantemente scaduta» obietta Michele Palma. L’opposizione chiede una proroga di un quarto d’ora, respinta in blocco dai consiglieri pentastellati, esclusa la favorevole Elisa Serponi e gli astenuti Daniele Raggi e Palma. Lapucci, per protesta, esce dall’aula, seguito da Giuseppina Andreazzoli e Massimiliano Bernardi.

«Una brutta pagina – commenta Andrea Vannucci – non capisco perché non rimanere 10 minuti in più» Anche Roberta Crudeli del Pd attacca: «Sbandierate di continuo la partecipazione. Se fosse successa la stessa cosa cinque anni fa, sarebbe stata la fine del mondo». I 5 stelle protestano: è stato un consiglio-fiume. «Oggi è il 17 maggio, le scuole verranno chiuse il 19 giugno» osserva il sindaco Francesco De Pasquale nel merito della mozione. «Stasera si è abusato del diritto di replica - è il commento del capogruppo Daniele Del Nero – ora anche il Movimento 5 stelle prenderà il suo spazio per le interrogazioni». Una proposta “da brividi”, secondo Vannucci: «Minacciare di usare il diritto interpellanza in questo contesto significa voler limitare il nostro diritto di tribuna. La giustificazione del sindaco è una barzelletta. Oggi i pentastellati scrivono: «Abbiamo sentito il dovere di mettere in campo un gesto forte, pur immaginando le successive strumentalizzazioni. Non è ammissibile che qualcuno monopolizzi lo spazio per gli interventi con passerelle personali. Ci riferiamo a Massimiliano Bernardi ed ai suoi continui attacchi all’assessore Galleni». Del Nero aggiunge: «La mozione presentata dal consigliere Lapucci avrebbe potuto essere discussa in coda alle delibere», come confermato dal segretario generale su mia richiesta. «Ringrazio per le attenzioni i consiglieri – è la replica di Bernardi – che usano il mio comportamento come scusa antidemocratica per non aver prolungato la discussione. Il mio atteggiamento nei loro confronti è e sarà sempre questo. Soprattutto dopo che, dopo aver cercato per mesi il dialogo, ricevo risposte allusive e insinuanti. Per celare un’incapacità amministrativa». (i.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera