Il Tirreno

Litiga e colpisce il vicino per la stradella privata

di Libero Red Dolce
Litiga e colpisce il vicino per la stradella privata

Condannato in tribunale a 2 mesi per lesioni, i fatti risalgono al febbraio 2015 Aveva piantato dei paletti nell’ingresso che l’altro usava per entrare in casa

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MASSA. Due famiglie divise, una stradella in mano a una delle due che però utilizzano anche gli altri anche all’altra e una vicinanza mal vissuta. Su via Foce c’erano tutti gli elementi perché l’odio tra vicini divampasse e portasse guai e così è stato fino alla conclusione in aula ieri: una condanna per lesioni per aver colpito il vicino di casa.

Succede nel febbraio 2015, quando una volante dei carabinieri viene contattata per una rissa di vicinato. A terra trovano un uomo, Vittorio Gianardi che sanguina dalla testa. Poco più in là, il suo vicino De Angeli, si lamentava dei dolori. «Abbiamo fatto in modo che si arrivasse a una pacificazione – racconta in aula il brigadiere dei carabinieri Paolo Groppi – era intervenuta anche un’ambulanza sul posto».

Tutto nasce da un lunghissimo contenzioso su una strada che sbocca su via Foce. Gianardi ne è proprietario ma De Angeli per uscire da casa deve utilizzarla ogni giorno. Oltre alla questione materiale, dietro una lunga antipatia e dissapori che trovano come campo di battaglia il pezzo di stradina conteso.

De Angeli, parte civile e difeso dall’avvocato Carlo Maurizio Cecchieri, lamenta un atteggiamento prepotente da parte di Gianardi. Sostiene che abitualmente il suo vicino lasci bidoni di plastica pieni di cemento per ostruire il cammino, che pianti pali che danno fastidio per la circolazione e che lo costringono a manovre complicate.

Un mattino come tanti, sempre più esasperati, i due si fronteggiano. C’è un palo sulla strada e De Angeli chiede al vicino di spostarlo. «Se non lo levi tu, lo levo io», dichiara di aver detto. Ma Gianardi non ha nessuna intenzione di assecondarlo.

Si passa così dalle parole ai fatti. De Angeli poggia le mani sul palo e secondo la ricostruzione fatta dalla difesa per tutta reazione Gianardi gli sferra due pugni in faccia.

Stordito ma non atterrato, l’uomo reagisce contro il vicino, i due si aggrovigliano e finiscono per terra. E poi interverranno i carabinieri.

L’accusa ieri ha chiesto 8 mesi per i reati di violenza privata e lesioni. Il giudice però ha accolto solo in parte l’impianto accusatorio: condanna a 2 mesi per il solo reato di lesioni ma cade l’accusa di violenza privata.

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