Il Tirreno

Sì al commerciale anche lungo l’Aurelia

Sì al commerciale anche lungo l’Aurelia

E a Ronchi si può costruire: massimo 210 metri e solo su lotti da 3.000 metri quadrati e senza boschi

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Case, alberghi, negozi. Ampliamenti e ristrutturazioni. Con un’ attenzione particolare al tema del rischio idraulico: nelle zone a pericolosità idraulica elevata e molto elevata, il regolamento offre l’opportunità a chi ha casa entro 10 metri da corsi d’acqua, di delocalizzarsi o di fare sostituzioni edilizie con ampi incrementi di superficie. Vale a dire: mantiene il diritto di edificare, ma altrove.

Per tutti gli altri edifici, fuori dalla fascia dei 10 metri da fossi e canali, sono consentiti tutti gli interventi ammessi nelle altre zone. Lo stesso vale per le zone già edificate di Ronchi, con la possibilità di portare a due piani edifici attualmente ad uno. Per nuove edificazioni, in quel di Ronchi si costruisce, per una superficie massima di 210 metri quadri, soltanto su lotti di 3.000 che siano provi di boschi. Comunque, la parte che disciplina Ronchi, quando il Regolamento da Firenze tornerà in consiglio, dovrà essere ripubblicata per ulteriori eventuali osservazioni.

Case, negozi e alberghi, ma non solo: il Regolamento apre capitoli nuovi anche sul fronte attività produttive. A fare il punto è l’amministrazione Volpi che parte tracciando il quadro degli insediamenti nelle cosiddette aree di bordo: «Le attività commerciali insediate lungo la fascia di bordo dell’Aurelia - spiega il sindaco -non sono riconosciute e non possono ampliarsi e qualificarsi. Col regolamento potranno invece farlo utilizzando anche la quota del 10% da altre UTOE, arrivando a oltre 17.600 metri quadrati di superficie utile lorda». Tradotto: se in altre aree non si dovessero insediare aziende, la superficie consentita in quelle aree viene “dirottata” su quelle di bordo fino ad una superficie massima consentita. Cambiamenti anche in zona industriale: il regolamento prevede oltre 47.000 metri quadrati per nuovi edifici produttivi sui lotti ancora liberi. Il Regolamento si occupa anche dei numerosi capannoni e edifici produttivi esistenti fuori dalla zona industriale vera e propria: prevede possibilità di ampliamento con incrementi fino al 50% per gli edifici fino a 120 metri quadrati, con ulteriori quote di incremento del 20% e 10% per quelli più grandi. Non solo, è ammessa la possibilità di riconversione ad altre attività produttive, direzionali o commerciali, con la sola esclusione dell’alimentare.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera